La denuncia

Roberto Fiore di Forza Nuova "rischia la vita in carcere". Chi si ritrova in cella dopo l'assalto alla Cgil

Il leader di Forza Nuova Roberto Fiore rischia la vita in carcere. Ad affermarlo è l'avvocato Nicola Trisciuoglio, difensore del politico di estrema destra in galera dopo l'assalto dei No Green pass alla sede romana della Cgil lo scorso ottobre. Fiore è detenuto a Poggioreale, carcere di Napoli, e il suo difensore chiede ora la revoca della custodia in carcere per motivi di salute. 

 

 

 

 

"Un uomo detenuto nella cella del carcere di Poggioreale, dove è recluso Roberto Fiore, è risultato positivo al Coronavirus. Il che, considerate le patologie del presidente di Forza Nuova già compiutamente certificate nella relazione medica della professoressa Carmela Rescigno (da referto risultano ipertensione arteriosa resistente a terapia farmacologica e obesità, ndr) e ignorate totalmente dalla procura e dal gip del tribunale di Roma, significa un attentato alla sua vita".

 

 

 

 

"Nel superiore interesse della tutela della salute di Fiore e, quindi, a tutela della sua vita - annuncia il legale all'agenzia Adnkronos -  presenterò nuova istanza al gip per la concessione dei domiciliari. Adesso il segretario di Forza Nuova rischia la morte". Trisciuoglio spiega di aver già avvertito il garante dei detenuti del Comune di Napoli e l’omologo della Regione Campania.

 

 

 

 

"Unitamente alla professoressa Carmela Rescigno chiederemo un incontro ad horas con il Direttore Sanitario della struttura carceraria – conclude Trisciuglio -. In queste condizioni non è monitorabile il paziente all’interno del carcere per le sue gravi patologie su cui va a incidere l’eventualità concreta del contagio. Ognuno deve in questo momento assumersi le proprie responsabilità, anche quella di tramutare una misura custodiale massima in una condanna a morte".