Per il comparsero premier Pedro Sánchez anche più d’una lacrima, ma per Herr Kanzler Friedrich Merz giammai. Dal fantacalcio da bar dello sport ai fantabombardamenti dello Zar Vladimir Putin, che purtroppo su Kiev sono amari come il pane dell’Ucraina, il passo lo misura a freddo Ginevra Bompiani davanti a un David Parenzo con la risposta pronta ma insolitamente senza parole di fronte alla raggelante sottolineatura. Se i droni russi si fossero portati via con una fiammata il cancelliere tedesco «qualcuno avrebbe pianto? Non credo», ha chiosato non retoricamente la scrittrice dal suo scranno televisivo sbilanciato a sinistra, con tanto di risatina altrettanto sinistra.
Parenzo è corso ai ripari e ha preso le distanze, mentre invece Bompiani le distanze ci ha tenuto a marcarle: in caso di dipartita precoce dopo il ronzio mortifero del drone, non si sarebbe dispiaciuta «neanche per sogno». Ma mica perché ce l’ha con Merz: gli ha accomunato Emmanuel Macron, il presidente francese con il gradimento più basso dell’indice di Wall Street nel 1929. «Non voglio che muoiano», ha eccepito alle rimostranze di Parenzo, «dico che non piangerei, mi dispiacerebbe solo per Sánchez». Il quale poverino ha tanti di quei guai a casa, in famiglia, in Spagna e pure nell’exclave di Ceuta, che gli manca solo l’esplosione in salsa russa nell’elenco delle disgrazie. Magari una lacrimuccia alla Bompiani sarebbe potuta sfuggire metaforicamente per le 33 vittime senza nome che si trovavano sul minibus fatto saltare in aria a Kramatorsk da un attacco russo dal cielo su un obiettivo civile.
Nessuno a bordo aveva incarichi politici da giustificare che fossero un bersaglio militare legittimo ed è tutto da dimostrare che fossero simpatizzanti di quel “nazismo” contro cui Putin ha scatenato una guerra d’aggressione e d’annessione spacciata per Operazione militare speciale. Specialissima, considerato che si è rivelata più lunga dell’impegno nella Seconda guerra mondiale in quella che Stalin battezzò, e fece adottare come dogma alle sinistre, Grande guerra patriottica.
Il tutto mentre Merz era in visita a Volodimir Zelensky per sostenerne lo sforzo bellico, che è poi quello di resistere ai morsi dell’orso russo e arrivare in qualche modo a chiudere un conflitto che nei salotti buoni del Belpaese si segue da tifosi e dove gli avversari ideologici diventano nemici nei confronti dei quali non si applica neppure la pietas degli antichi. Ugo Foscolo mise in versi che Machiavelli svelava alle genti «di che lacrime grondi e di che sangue» il potere, Ginevra Bompiani nel salotto tv ha banalizzato le lacrime e pure il sangue.




