Ultimo e i fascisti. Non l’ultimo dei fascisti, ma il cantante classe 1996 all’anagrafe Niccolò Moriconi. E niente La Repubblica, nella sua edizione capitolina, ha mandato in stampa un articolo dal titolo “Ultimo in curva con il capo ultrà di destra”. E così il quotidiano fondato da Eugenio Scalfari ha iniziato a spiegarci della passione del musicista per la Roma che ha seguito in curva sud, la casa del tifo ultras giallorosso, sabato sera nella vittoria per 2-0 contro il Genoa allenato dell’icona romanista Daniele De Rossi. Ecco che tra la migliaia di foto e video scattati a Ultimo appare una fotografia in cui il musico - che ha conquistato, il 4 luglio 2026, il Guinness world records per il maggior numero di biglietti venduti da un artista solita maschile per un concerto, parliamo di 250.332 tagliandi - è in compagnia di alcuni componenti del gruppo Insurrezione, che ha tendenze di destra. E allora l’inchiostro e le dita sulla tastiera corrono forte. «La foto, scattata sabato sera durante Roma-Genoa, è diventata virale sui social del tifo giallorosso», scrive Repubblica.
Già ci ricordiamo di quando, sulle stesse colonne, a luglio Stefano Cappellini redarguiva e inzigava il musicista. «C’è ancora qualcuno che non abbia una storia di riscatto da raccontare e rivendicare? Tutti underdog». Poi sulle origini del cantante. «Se vieni da San Basilio, e sei molto tatuato, e parli con la cadenza dialettale strascicata, puoi dire di venire dalla strada anche se le biografie ufficiali dicono che studiavi al conservatorio di Santa Cecilia già a otto anni». E ancora la stoccata contro le frasi di Goffredo Bettini che disse che la sinistra, davanti allo spaventoso successo di pubblico di Ultimo, sarebbe dovuta ripartire dall’autore di Peter Pan. «Non ho mai ben capito cosa avrebbe dovuto fare la sinistra - continuava Cappellini per avvicinarsi a Ultimo. Una recensione su Rinascita? Un convegno al teatro Eliseo? Un endorsement di Furfaro?». Non va bene così, ma Ultimo non lo vuole capire.
Niente ora c’è la foto con gli ultras a inchiodarlo, peraltro in odore di fascismo. La doppietta hooligan e fascisteria perfetto per imbullonarlo sul banco degli imputati. E con lui ecco pure Ludwig, il classe 1992 all’anagrafe Ludovico Franchitti, colui che quest’estate si è “macchiato” durante un djset - anzi la scena si è ripetuta pure altre volte di aver incitato il suo pubblico con il coro: «E chi non salta è un comunista». E tutti a saltare tra ilarità e divertimento. Il fascistometro è ai massimi storici. Ultimo avrebbe dovuto affidarsi ai social. Fare come Marracash, che scrive «con le buone non cambi le cose», e dedicarsi allo sport preferito dell’intellighenzia alla Feltrinelli (anche quella assaltata a Torino). Cercare un post(o) tra il caos delle proteste nichiliste di questi giorni, dove la voce contro il carovita si trasforma nel saccheggio di tute e scarpe firmate. Ecco che fare: una foto coi maranza, coi casseur, coi ribelli senza una causa. Tutto, ma non con gli ultras per di più fascisti, gli ultimi paria d’Italia. Gli sarebbe bastato uno scatto così, coi saccheggiatori, per diventare eroe di questi tempi.




