Fonti accreditate scommettono che sia andata più o meno in questo modo. I segugi di Marco Travaglio non hanno trovato copie dell’amato Fatto Quotidiano a Palazzo Chigi e hanno dato l’allarme. Per analogia, qualcuno in redazione ha tradotto che i bagni della sede del governo mancano dell’indispensabile per la pulizia intima e così è nato il titolo bombastico d’apertura del giornale di ieri: «Nel Sud manca tutto, a Chigi la carta igienica». Segue servizio che lega la carenza agli scaffali vuoti nei supermercati del Sud a causa del blocco degli autotrasportatori. Un mischione tra sacro, la battaglia dei lavoratori per campare, e profano, gli schizzi di fango per lordare l’esecutivo.
MASSIMA ENFASI
Sono i rischi che si corrono quando l’ordine di scuderia è «trovatemi qualsiasi cagata contro Giorgia Meloni e la metto in prima pagina». Non si spiega altrimenti la falsa notizia data con la massima enfasi. Poco male; quando il giornalismo non riesce a trovare notizie, almeno può assolvere la funzione di mettere il lettore di buon umore. D’altronde, gli editoriali di casa al Fatto sterzano spesso sul grottesco. La presa per il cu*o della concorrenza poi è la specialità del grande timoniere. Vi si dedica ogni lunedì, in una rubrica nella quale fa le bucce ai colleghi. Per la prossima settimana l’auto-consacratosi allievo di Indro Montanelli, che da morto non può smentire, ha già la prima notizia: quella data dal suo giornale. Fosse dotato anche di autoironia, oltre che di sarcasmo, la riporterebbe di sicuro. Proviamo noi a ricostruire com’è andata.
In uno dei bagni di servizio di Palazzo Chigi mancava il rotolo di carta igienica a fianco al water. Qualcuno l’ha segnalato e la cosa è giunta all’orecchio dei cronisti di Travaglio che hanno fatto della parte il tutto. Anche qui, poco da stupirsi: la sineddoche è la figura retorica prediletta dal direttore. Quando parla, la sua logica è ferrea: è specializzato a prendere uno spicchio delle realtà, mai più del 20 per cento, descriverlo perfettamente e rivenderlo come la fotografia dell’intera situazione. Se lo contraddici o glielo fai notare, alza il sopracciglio e contemporaneamente abbassa la parte laterale del labbro inferiore. Una mimica straordinaria. Associare poi la mancanza della carta igienica in un bagno al fermo dei tir è un salto triplo richiesto all’intelligenza dei lettori. In qualsiasi supermercato romano la carta igienica si trova; e allora viene da chiedersi se nella redazione del Fatto vadano mai a rifornirsene o si puliscano altrimenti.
PUZZA DI FALSO
Per restare in tema: che lo scoop dei travaglini puzzasse di falso si annusava lontano un miglio. La carta igienica è un bene durevole. A Palazzo Chigi si compra anno su anno. Viene, con l’altro materiale di servizio, accatastata nel grande magazzino di Castelnuovo di Porto e, se presentano domanda in carta bollata, forse gliene danno un po’ anche agli autori del pezzaccio di ieri; potranno usarla per asciugarsi le lacrime. Cionondimeno, la premier non si dev’essere svegliata di buon umore ieri mattina. Anziché farsi una risata perciò, a Palazzo Chigi ha dato via libera a una puntuta nota per dire che «la notizia secondo cui a Palazzo Chigi mancherebbe la carta igienica a causa del blocco dei tir è assolutamente falsa, priva di ogni fondamento e ridicola. I magazzini sono regolarmente riforniti e dispongono scorte per mesi.
Quanto riportato dal Fatto Quotidiano è l’ennesimo esempio di disinformazione strumentale diffusa ad arte». Immancabile poi la lezione di giornalismo: «A riprova della totale assenza di verifica, si segnala che nessun giornalista del Fatto ha ritenuto di dover effettuare una telefonata all’ufficio stampa di Palazzo Chigi per sincerarsi della notizia prima di pubblicarla. Si invita quindi la testata a fare corretta informazione prima di diffondere notizie false che ledono l’immagine delle istituzioni e si invitano gli autori di questo capolavoro di disinformazione a venire questa mattina per verificare personalmente le scorte». Non credo sia necessario, forse per una volta il governo sarà preso in parola dal quotidiano preferito da Giuseppe Conte, il cui partito giusto ieri ha indicato Marco Travaglio tra le eccellenze d’Italia, insieme al procuratore Nicola Gratteri e al cardinale Matteo Maria Zuppi.
Ai colleghi in difficoltà, per rifarsi, una notizia gossippara sui palazzi del potere gliela regaliamo noi. Ultimamente i piccioni lasciavano ricordini poco graditi sullo scalone d’onore esterno di Chigi. Poiché il guano è meno elegante perfino della carta igienica, per evitare l’inconveniente è stato acquistato una sorta di sistema elettromagnetico per tenere lontani i volatili. Una sorta di sonar, chiamato Fly Away, che disturba gli uccelli e fa perdere loro il senso d’orientamento. Forse i piccioni del Fatto saranno rimasti vittime di questo congegno. Suggerimento per il titolo di domani: «Noi, uccellati da Chigi».




