Avs, il partito del duo Bonelli-Fratoianni, elemento fondante e indispensabile del Campo largo della sinistra, ha presentato ieri on-line il suo programma elettorale per le prossime elezioni politiche. Nella tabella qui a fianco trovate alcuni dei punti qualificati della proposta politica, robe talmente assurde da pensare a uno scherzo.
Abbiamo controllato, non è così, ahimè è tutto vero e a parte l’abolizione totale della proprietà privata ricalca – aggiornato ai tempi – quello con il quale i bolscevichi guidati da Lenin fecero e vinsero la rivoluzione dell’ottobre 1917 in Russia. Non mi stupisce, è la prova che il comunismo è ben lungi dall’essere stato debellato, né mi preoccupa che in Italia i nostalgici di una tragedia epocale si raggruppino in partito.
Il punto è: con che coraggio la sinistra che si dice riformista e progressista, con che faccia Matteo Renzi e i tanti moderati di quell’area, i professori universitari, i costituzionalisti, gli economisti e gli intellettuale di ogni genere e grado che tifano sinistra possono mischiarsi e allearsi a gente e idee del genere pur di vincere le elezioni? Perché è chiaro che senza Avs la sinistra le elezioni non le può vincere, ma è altrettanto chiaro che con Avs la sinistra non può governare, tantomeno fare crescere, un Paese come l’Italia (successe già all’epoca di Prodi-Bertinotti).
E allora i casi sono due: o Fratoianni e Bonelli stanno imbrogliando i loro elettori promettendo cose che già ora sanno di non potere fare oppure il Pd sta imbrogliando Fratoianni e Bonelli promettendo loro di poterle fare in tutto o in parte. Vada come vada è evidente che si tratta di una coalizione di imbroglioni che sta giocando sulla pelle di poveri disgraziati, comunisti e non.




