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Schlein, il retroscena: "Qualcuno dice 18". Sondaggi, è la fine del Pd

lunedì 19 ottobre 2026
Schlein, il retroscena: "Qualcuno dice 18". Sondaggi, è la fine del Pd

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Lo stato confusionale in cui versa Elly Schlein in queste settimane diventa plastica leggendo un retroscena de La Stampa. La febbre da sondaggi che sta attanagliando il Partito democratico alla vigilia delle (possibili) primarie del centrosinistra, ormai vissute come un trappolone dalla segretaria, le fa fare uscite tra l'improvvido e lo sconcertante.

Davanti ai deputati dem riuniti a Rondine Cittadella della Pace, vicino ad Arezzo, Elly da una parte fa spallucce e minimizza gli allarmi, dall'altra la spara grossa. Anzi, grossissima: "Tenderanno a riportarci al 18 prima delle elezioni, ma io sono convinta che siamo più alti di come eravamo alle Europee". Tradotto: sopra il 24%. Numeri a casaccio, non confermati da alcuna rilevazione negli ultimi tempi. Al contrario, il trend sembra negativo, sempre intorno al 21 o 22 per cento. Qualcuno fissa addirittura la quota sotto la soglia psicologica del 20 per cento. E per questo il duello con Giuseppe Conte, alleato-rivale leader del Movimento 5 Stelle, viene visto come un incubo.

Oggi è il giorno dell'Assemblea nazionale di Terra comune, e Schlein ha calcato nuovamente sul tema del "testardamente unitari". "Con le forze dell'alleanza progressista non abbiamo più alcuna intenzione di fare mai più il favore alle destre di dividerci. Noi resteremo uniti e unite per costruire l'alternativa, e non da soli, ma speriamo insieme a voi".

"La prima cosa che ci consegnate oggi è un metodo: come dicevate - ha aggiunto -, qui non la pensate tutti allo stesso modo su tutto, ma avete deciso di ascoltarvi, di fare delle vostre differenze un valore, e di riuscire a discutere fino a trovare una sintesi che vi consenta di fare un passo avanti insieme. È esattamente il lavoro che stiamo facendo con le forze dell'Alleanza Progressista". Grazie alla proroga che l'Assemblea dem approverà, Schlein resterà segretaria fino alle elezioni. Un escamotage che le servirà per comporre le liste elettorali ma che probabilmente non le basterà per evitare l'impressione di anatra zoppa contro Giorgia Meloni.

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