Facce levigate ovunque, sugli schermi televisivi, nelle città grandi e piccole, in ogni angolo della terra. La ragazzina che nel film American Beauty, nel 1999, sconvolgeva la vita del protagonista, oggi diventa una maschera di eterna giovinezza nei desideri di tutte le donne, senza confini d’età, anche arrivando al paradosso di un reality creato in chiave di chirurgia plastica: accade nel romanzo New Skin di Sarah Wang (Il Foglio Edizioni, pag.316, euro 20) e si chiama America's Beauty.
Ventisette anni dopo, è singolare la similitudine delle definizioni dove la vincitrice del reality otterrà un intervento “total body”. Il mito della bellezza a portata di tutti ha invaso il mondo, si materializza nei siti più reconditi per trasferirsi sui palcoscenici dell'illusione, con enormi fatturati e ti promette l’eternità dell'apparire, e per ottenerla non è più necessario cercare la fontana dell’eterna giovinezza in Florida come accadde dopo lo sbarco di Cristoforo Colombo, fare patti con il diavolo sulle orme di Faust, oppure parodiare Dorian Gray, magari sostituendo il ritratto appeso al muro con la foto usata per un profilo social, e così la vedrete invecchiare al vostro posto direttamente sul cellulare, cogliendo commenti ammirati e stupore dalle vostre migliaia di follewer, per anni e anni, mentre voi restate sempre uguali.
Ma la pelle eternamente giovane può seguirvi nel tempo, fino al limite estremo, è quel che accade appunto nel romanzo New Skin, letteralmente “nuova pelle” opera d’esordio di una giovane scrittrice americana, Sarah Wang, lanciatissima sul mercato e tutto si svolge a Los Angeles, nell’ambiente mefitico dell’inquinamento e in una disperata ricerca della sopravvivenza, anche d’immagine. Protagonista per eccellenza di queste nuove forme di tortura del terzo millennio è Fanny, nata Fan-Ju, un’emigrata da Taiwan, dove montava registratori in una fabbrica americana, che proprio in nome della bandiera imponeva alle operaie un nome proprio made in Usa. Le sue amiche si massacrano la pelle con gli acidi per schiarirla, sogno di tutti gli asiatici, lei vive con la pensione di invalidità, pesa quanto un uccellino, ha le sopracciglia tinte di verde in ossequio al diritto di fantasia più sfrenata, ha una figlia, Linli (io narrante del libro), che non vede l’ora di sganciarsi, perché sin da bambina era stata ossessionata da quella madre che voleva occidentalizzarsi e le imponeva di incollarle cerotti sulle palpebre, come leggiamo nell’incipit del libro, nella cerimonia della rivelazione dell’intervento.
Qualche stralcio, per avere un‘idea della situazione: «Lo svelamento era previsto per lunedì mattina... Quando mia madre si alzò, tutti quelli che erano in sala si girarono a guardarle il volto, avvolto da uno spesso strato di garze sistemate alla meno peggio dalla mascella ai capelli, da un orecchio all’altro. Non aveva voluto che vedessi il suo viso prima e quella mattina aveva insistito per bendarselo da sola, il risultato era un ammasso irregolare, storto....». Sin dai primi vagiti, Linli era stata ossessionata dai rifacimenti materni, dice che sin dalla prima poppata il volto rifatto di sua madre incombeva su di lei, appena al disopra della sua boccuccia intenta succhiare il latte. Era come un totem.
E ora c’è un problema drammatico, il naso rischia di andare in necrosi, e lei la guarda: «Mi domandai che cosa sarebbe rimasto sul volto di mia madre, se davvero le fosse caduto il naso. Immaginai un grande buco nero, un pozzo senza fondo dove si poteva buttare qualasiasi cosa, che sarebbe sparita per sempre, le prove di un omicidio, le cose brutte che avevi fatto». Il medico che interviene diventa il campione dell’humour macabro che pervade tutto il libro, e propone l’applicazione di una sanguisuga che asporti il sangue sedimentato. Ma non sarà sempre e soltanto così perché alla fine la madre si riscatterà, dopo aver vinto il reality, Grande Fratello portato all’estremo, in premio c’è un superintervento, ma lei sceglie di avere i soldi, come previsto in alternativa dal regolamento, e decide di donarli alla figlia perché possa arrivare al dottorato universitario come ha sempre desiderato. Ma anche sotto questo aspetto ci sarà una sorpresa...




