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Dritto e rovescio, Senaldi zittisce la convertita all'Islam: "Lei vive in Italia!", ovazione in studio

di Roberto Tortoravenerdì 16 ottobre 2026
Dritto e rovescio, Senaldi zittisce la convertita all'Islam: "Lei vive in Italia!", ovazione in studio

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A Padova è stata costituita, nel marzo scorso, la Camera arbitrale islamica italiana, fondata dall'avvocato Omar Vanin. L'organismo dichiara di voler risolvere controversie civili e commerciali facendo riferimento ai principi della sharia.

La vicenda ha suscitato polemiche politiche e iniziative parlamentari. Di questo tema si parla anche a Dritto e Rovescio, trasmissione d’attualità e approfondimento di Rete4 condotta da Paolo Del Debbio. In studio c’è Valentina, una donna italiana convertita all’Islam, che appoggia l’istituzione di questo tribunale: “Io sono assolutissimamente favorevole, anche a livello religioso, perché è un posto dove comunque noi cittadini possiamo risolvere le cose bonariamente. Se io ho qualsiasi problema lo Stato italiano mi aiuta? Il tribunale italiano mi aiuta? Anche a livello religioso?”. 

Davanti a queste provocazioni, il condirettore di Libero, Pietro Senaldi, reagisce: "I tribunali italiani, in uno stato laico, non devono decidere cosa è religioso. Se la religione amministra la giustizia, le donne finiscono lapidate in caso di adulterio, i gay finiscono impiccati. Questo succede dove eh l'Islam è legge, in Iran, in Afghanistan, in questi paesi qui. Lei non ha queste paure, perché vive in Italia ed è tutelata dalla legge italiana, non perché è tutelata dalla legge islamica. Si fidi signora”.

Interviene anche Del Debbio, che puntualizza i settori in cui questo tribunale dovrebbe intervenire: “Tra i vari punti c’è matrimonio e adulteri, no? In Italia l'adulterio non è punito per legge, non è più punito per legge. Divorzio ed eredità e qui si va già su una materia dove il diritto civile nostro dice delle cose molto precise e dove viceversa, secondo la sharia o secondo comunque la tradizione islamica, si dicono cose diverse, e poi le controverse economiche”.

Valentina, però, non arretra, anzi accusa: “Io sono italiana, mi sono convertita sei anni fa e non ho mai avuto nessun problema. Voi con l'Islam, cioè la religione islamica, fate del terrorismo, cioè dite Islam è terrorismo”. Del Debbio la stoppa: “No, no. Se c'è chi fa terrorismo, guardi, il terrorismo diciamo è un'altra roba e stendo un velo pietoso. Quindi lasci sta il terrorismo, non lo fa nessuno il terrorismo”. Valentina prosegue: “Allora ignoranza culturale, ok?”.

Sempre Del Debbio, però, non ci sta: “Io conosco l'Islam abbastanza bene. Mi sono studiato il Corano, quindi non sono neanche ignorante. Eppure ho delle perplessità, guardi un po'”. Valentina, però, conferma la sua idea: “Io penso che questo tribunale non faccia niente di male, ripeto, sono favorevole, ok, perché possiamo andar là a risolvere le nostre cose in pace”.

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