È partita l'asta

Trattativa Milan, c'è la terza offerta cinese: Silvio Berlusconi ha incontrato l'emissaria del magnate Zong Quinghou

Giovanni Ruggiero

La trattativa per la cessione del Milan si sta delineando come una partita a poker, dove non mancano potenziali bluff e colpi di scena e al tavolo sembrano non mancare nuovi giocatori. Silvio Berlusconi ha ribadito di volersi tenere (per ora) il pacchetto di maggioranza e lo ha fatto dopo aver visto il gioco a carte coperte di Mister Bee, incontrato per tre volte a Villa Martino lo scorso weekend. Il finanziere thailandese è arrivato a Milano in pompa magna: selfie con i tifosi e serata spendacciona in discoteca, dopo una serie di dichiarazioni ai giornalisti da padrone in pectore del club rossonero. Berlusconi potrebbe aver annusato la puzza del bluff dietro gli occhiali da sole di mister Bee e per non rischiare non ha voluto "vedere", rimanendo nel pokerismo, tenendosi stretto il giocattolo di famiglia. La bella cinese - Messo in pausa il broker thailandese, si è di fatto riaperta l'asta tra altri potenziali acquirenti. Tra loro era già noto mister Lee, a capo di una cordata cinese di imprenditori e magnati asiatici legati direttamente al governo di Pechino. Ma Lee non è il solo cinese ad avere interesse per il brand Milan, per il quale in Asia sembrano impazzire. La scorsa domenica è stata avvistata a Milano, prima a San Siro e poi ad Arcore da Berlusocni, una donna subito ribattezzata Mrs. Cina. La Gazzetta dello sport sosteneva fosse una collega di mister Lee, emissaria quindi anche lei del governo cinese, ma con altro ruolo nella cordata dell'imprenditore Lee. Oggi il Giorno chiarisce che la donna sarebbe stata inviata dal magnate delle bevande Zong Quinghou. Le offerte - Il quotidiano milanese racconta di un incontro preliminare avvenuto a Hangzhou, con la presenza di un dirigente Fininvest. Negli ultimi giorni, invece, i faccia a faccia si sono spostati a Milano, con i cinesi attentissimi a non farsi beccare da telecamere e giornalisti. Anche dietro Zong ci sarebbe il governo di Pechino e può godere del sostegno di Wanda Group, già interessato al progetto del nuovo stadio. La terza via cinese sembra allettare Berlusconi, soprattutto per le condizioni che si sono delineate nel corso degli incontri. Il thailandese mister Bee aveva proposto 500 milioni di euro e l'ingresso da socio di maggioranza; la cordata cinese di mister Lee proponeva 850 milioni per la stessa quota societaria, più l'appianamento dei 240 milioni di euro e il mantenimento di buona parte dell'attuale dirigenza milanista; potrebbe sbaragliare la concorrenza per mister Zong che propone di entrare nel Milan con il 30-35% di quote societarie, promettendo investimenti immediati per il prossimo mercato e un'opzione "call", continua il Giorno, che in cinque anni lo porterebbe ad avere il controllo del club.