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Inter, Stefano Sensi un piccolo Antonio Conte: la sorpresa che fa godere i nerazzurri

Maria Pezzi

In attesa dei grandi nomi e dei grossi acquisti, è un piccoletto che si prende la scena dell' Inter. Piccoletto di statura (1 metro e 68 centimetri), ma gigante quando va incontro alla palla, si smarca, si gira e fa partire l' azione evitando in scioltezza gambe avversarie e tackle minacciosi, proprio come Tomba evitava i paletti nello slalom speciale. Proprio quello di cui avevano bisogno i nerazzurri per avere un' alternativa allo statuario (1 metro e 80 centimetri) Brozovic, uno che ha le leve lunghe e proprio per questo a volte rallenta e si rallenta. Stefano Sensi no, ma la vera sorpresa è che, in queste prime uscite stagionali, l' ex regista del Sassuolo ha dimostrato di poter giocare anche mezzala, cioè più largo nei cinque di Conte. E, così, abbinare sacrificio alla tecnica. Snobbato nell' Under 21 - E chi l' avrebbe mai detto - nell' estate interista delle polemiche e delle esclusioni (Icardi, Nainggolan e Perisic), delle attese infinite (Lukaku e Dzeko) e delle lamentele (Conte) - che l' appiglio per sorridere, nella stagione del ribaltone, sarebbe stato proprio l' acquisto meno sbandierato (eppure è stato soffiato al Milan) e meno coccolato: un centrocampista di 23 anni e buona qualità, ma spesso snobbato (nella nazionale Under 21 ha giocato solo 3 gare e, a turno, gli è stata preferita gente come Benassi, Cataldi, Grassi, Gagliardini e Cristante) forse per il fisico forse per l' equivoco sul ruolo. Già, Sensi che nasce trequartista e poi diventa regista basso, può fare anche la mezzala? La prima risposta è sì e lo si è visto proprio contro la Juventus l' altro giorno. Il nerazzurro ha offerto una preziosa alternativa a Brozovic nel rilanciare l' azione, ma ha anche dato una mano in fase di contenimento e ripartenza, facendo il centrocampista puro. Sì, uno spirito di sacrificio che sicuramente sarà piaciuto ad Antonio Conte che in quel trottolino a tutto campo può rivedere se stesso da calciatore (lui è alto poco di più: 1 metro e 73 centimetri): giocatore tecnico e capace di creare superiorità numerica e gol, ma anche prezioso per l' equilibrio della squadra e grintoso. Se Sensi sarà capace di confermarsi, avrà buone possibilità di ritagliarsi spazi e soddisfazioni in questa Inter di Conte. Perché, da sempre, in tutte le squadre allenate da Antonio c' è un giocatore che all' inizio viene quasi ignorato, ma che poi diventa intoccabile: un umile che si trasforma in punto di forza tra tanti campioni. statistiche da sballo Basta pensare a Simone Padoin nella Juventus (58 presenze in due campionati e mezzo con Conte), ma soprattutto Emanuele Giaccherini - uno che è stato trasformato da seconda punta a mediano esterno - in bianconero (52 gare e sei gol in due campionati) e poi in Nazionale (10 presenze). Sensi si sa sacrificare (nell' ultimo campionato ha recuperato 5,5 palloni a partita, contro i 4,3 della media per il ruolo, e ne ha intercettati 1,14 contro 0,70), ma questo non gli toglie qualità. E l' Inter ha bisogno anche di questo: con il Sassuolo lo scorso anno è stato tra i primi dieci in serie A per palloni toccati (82,36 a partita), e nei primi 15 per passaggi tentati e completati (54,87). La sua azione si è fatta sentire anche vicino all' area avversaria, visto che il dato delle occasioni create (assist compresi) è alto: 2,37, undicesimo fra tutti i centrocampisti del nostro campionato. Decisamente non male per il piccolo Conte dell' Inter. di Alessandro Dell'Orto