Australian Open

Matteo Berrettini, "mi è arrivato questo messaggio sul telefono". Come gode: a poche ore dal duello con Nadal...

Quell’urlo di grinta di Matteo Berrettini, alla fine di un match tirato ma vinto contro Gary Monfils, ha commosso tutti. Quel "Non sento!” urlato al cielo di Melbourne, arrivato dopo il 3-2 e nonostante la rimonta del suo avversario francese, che a 35 anni è riuscito a metterlo sotto nel ritmo fra terzo e quarto set. Poi Berrettini è tornato quello di sempre, dimostrando tutta la sua forza nonostante le gambe bloccate, e facendo male particolarmente sul dritto: “Ho ripensato a quanto avevo sofferto a novembre — ha detto il romano nella conferenza post match — Lì non avevo potuto lottare, invece questa volta avevo la possibilità di farlo. Non volevo perdere, perché perdere è bruttissimo". 

 

 

Il ricordo sullo smartphone
Poi, sul telefono, un promemoria: "Stamattina lo smartphone mi ricordava che otto anni fa vedevo un quarto di finale tra Ferrer e Berdych proprio in Australia. Ora ci sono io in quella posizione e mi sembra davvero incredibile. Mi piace pensare che sto facendo un po' di storia del tennis italiano, sento l'amore della gente. È bellissimo”. Dopo tanta fatica, è ora di riposare, recuperare le energie e curare il corpo prima dell’incrocio in semifinale contro Rafa Nadal: "Probabilmente andrò a dormire alle 4 del mattino per fare tutti i trattamenti che mi servono, ma è molto importante non tralasciare proprio nulla per evitare gli infortuni". 

 

 

“Sono maturato da quell’incontro con Rafa nel 2019”
Berrettini ha incontrato lo spagnolo solo a New York 2019, loro unico incontro: "Anche lui arriva da una lunga battaglia — ha detto — se da un lato ha qualche anno più di me, dall'altro dalla sua ha l'esperienza". Dopo quel primo incontro all'Arthur Ashe Stadium, non ci sono stati altri match tra i due: "Io ora sono maturato, quella è stata la mia prima semifinale Slam. Ricordo però di aver avuto un set point, quindi mi aspetto di nuovo una grande battaglia".