Vecchi nemici

Max Biaggi, pace con Valentino Rossi? "A una condizione"

Leonardo Iannacci

Max Biaggi, oggi, dopo essere stato un campione immenso è un uomo sereno. Il passato l’ha visto vincere sei titoli mondiali, quattro nel motomondiale e due in Superbike, attraversare un paio di decenni in sella a mostri a due ruote e scaldare il mondo per l’acerrima rivalità con Valentino Rossi. Non bastasse, in quelle stagioni ruggenti, ha trovato sempre il modo di vivere al meglio fuori dalle piste, accompagnandosi con donne splendide e diventando papà di Ines e Leon, avuti con l’ex Miss Italia Eleonora Pedron. Chi meglio di Biaggi, quindi, può fare le carte al motomondiale che va a iniziare a Portimao? E occhio, alla fine una sorpresina per il vecchio nemico Vale non manca.

Max, inizia una stagione nel segno del tricolore: al top della MotoGp ci sono la Ducati e Bagnaia. Andrà in onda un bis?
«È indubbio che Bagnaia e le Ducati siano favoriti anche quest’anno. Il che non mi può far dispiacere, quando vince un pilota italiano su moto italiana è obbligatorio essere nazionalisti».

La sorpresa da chi può arrivare?
«Spero dall’Aprila, da Espargarò ma anche da Vinales. Dopo aver guidato per sei anni un team in Moto3, con il quale mi sono preso delle belle soddisfazioni visto che abbiamo vinto 8 gare mondiali sempre con piloti diversi, ora sono un ambasciatore dell’Aprilia, per cui...».

Tra l’altro con il marchio di Noale hai vinto cinque dei tuoi sei mondiali, vero?
«Esatto: tre nella classe 250 e i due in Superbike».

Bagnaia ha come compagno di squadra Bastianini: sarà il suo primo rivale?
«Di sicuro: Bagnaia è il campione in carica ma Bastianini è l’emergente giovane, forte, veloce e in grande ascesa. Pecco dovrà guardarsi soprattutto da lui».

Marc Marquez resta un’incognita: tornerà quello di prima?
«Fisicamente l’ho visto in buona forma. La Honda 2022 era una moto difficile da guidare e non competitiva ma quest’anno andrà meglio. Conosco quel marchio e i giapponesi non accettano figuracce per due anni di seguito».

Le Sprint Race introdotte quest’anno sono un valore aggiunto ai gran premi?
«Come recita quella regola matematica? Cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia... Ovvero: aggiungendo queste mini-gare del sabato non si andrà a incidere sul risultato finale. Chi è forte è forte e vince il mondiale. Le Sprint Race saranno un bell’aiuto all’immagine del campionato: prima, al sabato, erano programmate soltanto le prove mentre ora ci sono queste brevi gare in grado di scaldare il pubblico che arriva e paga per l’intero week-end».

Sei mondiali e un incredibile record di velocità con moto elettrica: cosa sogni per il futuro, Max?
«Il mio amico Ayrton Senna diceva: chi non sogna non può avere stimoli... Mi piacerebbe vincere un mondiale MotoGp ai box col team Aprilia, marchio al quale sono più affezionato».

Ci racconti l’incredibile follia del record con la moto elettrica? Hai toccato 470 all’ora!
«Abbiamo preparato l’impresa per tre lunghi anni e siamo andati a realizzarlo al Kennedy Space Center, in Florida. È una sensazione impossibile da descrivere a parole. All'inizio i numeri scorrevano via velocissimi, poi quando arrivavi a 445-450 km/h aumentavano con una lentezza esasperante fino a toccare quella velocità assurda, una cosa senza senso, incredibile. E realizzata con ruote da 17”, quelle di una MotoGP, e con gomme Michelin».

Di recente hai ammesso: io e Valentino siamo stati due cretini a farci la guerra sui media, abbiamo dato pane per fare titoloni e articoli frizzanti. Non ci siamo mai messi attorno a un tavolo per chiarire la rivalità che faceva comodo a tutti. Oggi andresti a mangiare una pizza con Rossi?
«Perché no? Ci fossero le condizioni accetterei senza problemi, mica dovremmo sposarci quella sera... Porrei una condizione, però».

Ovvero?
«A quel tavolo della pizzeria dovremmo esserci soltanto io e lui, nessun manager, nessun amico, tantomeno nessun giornalista».

Ma litighereste per la scelta della pizzeria?
«Direi proprio di no. Gli lascerei scegliere il locale ma il conto non avrei problemi a saldarlo io, sono più vecchio...».