Verso il 2024

Bertolucci, parole pesantissime su Sinner: "Quello che indubbiamente non è"

Roberto Tortora

Ormai è il segreto di Pulcinella che questo 2023 sia stato per Jannik Sinner il “turning point” di una carriera che lo assesta tra i tennisti leader del mondo. Il posto numero 4 nel ranking ATP ne è la conferma ed è stato ottenuto dopo le vittorie al Masters 1000 di Toronto, all’ATP di Pechino, all’Open di Vienna, alle Finals di Torino in cui ha raggiunto la finale (battuto da Djokovic, ndr) e, ciliegina sulla torta, al trionfo azzurro in Coppa Davis.

Il 2024, perciò, si presenta come un anno in cui l’altoatesino andrà a caccia di uno Slam. Nonostante ciò, molti pensano ancora che Sinner possa essere una meteora, come in tanti altri casi già successo per il tennis italiano. A stroncare sul nascere questa ipotesi, però, ci pensa Paolo Bertolucci, vincitore della prima storica Coppa Davis italiana in Cile,nell’ormai lontano 1976

 

 

 

Bertolucci è stato intervistato da OA Sport e non ha usato mezzi termini: "Indubbiamente Sinner non è una stella cadente, è una realtà del tennis mondiale. Lui ha avuto un approccio diverso da Alcaraz, capace di scalare i propri gradini con estrema velocità. Jannik l’ha fatto e lo sta continuando a fare un passo alla volta e con costanza. Non ci sono dubbi - spiega l’ex-tennista azzurro, oggi commentatore televisivo - che negli ultimi mesi sia salito e soprattutto indoor sia a livello di Djokovic. E direi che le valutazioni dei suoi colleghi, vedi Alcaraz e Medvedev, la dicono lunga su quello che sta facendo in campo".

 

 

 

Dopo un mese di dicembre che sta servendo a Jannik per avere il giusto riposo, l’anno comincerà subito con un impegno importante, il Kooyong Classic 2024, torneo di esibizione in programma a Melbourne dal 10 al 12 gennaio. Una sorta di prova generale dell’Australian Open, che si terrà, invece, dal 14 al 28 gennaio prossimo. La prima sfida agli dei del tennis Djokovic, Alcaraz e Medvedev, un olimpo di cui Sinner vuole fortemente far parte.