Un altro caso scuote i vertici del calcio mondiale. Gianni Infantino, presidente della Fifa, sarebbe stato pagato con oltre 1,6 milioni di euro aggiuntivi nel 2024 dalla società statunitense incaricata di organizzare gli scorsi Mondiali, oltre ai compensi ufficiali già dichiarati. È quanto emerge da un'inchiesta del quotidiano britannico The Times, che riaccende i dubbi sulla trasparenza delle retribuzioni del numero uno della federazione internazionale.
Secondo la ricostruzione, la somma extra non sarebbe comparsa nel rapporto annuale della Fifa, che per lo stesso anno indicava per Infantino compensi pari a circa 4,57 milioni di euro. Le fonti citate dal giornale sostengono inoltre che pagamenti analoghi, se non superiori, sarebbero stati effettuati anche nel 2025 e nel 2026. Un aspetto che apre interrogativi sul rispetto delle regole interne: lo statuto della Fifa prevede infatti la pubblicazione dei compensi individuali del presidente, dei membri del Consiglio e del segretario generale.
A sollevare il problema è stato anche Miguel Maduro, ex presidente del comitato di governance della Fifa, che al Times ha chiesto chiarezza: "Il presidente deve essere pagato molto bene, ma questo deve essere trasparente". Maduro considera la mancata pubblicazione dei compensi aggiuntivi una possibile violazione delle norme e invoca un'indagine indipendente. L'inchiesta si sofferma anche sulla permanenza di Infantino a Miami, dove avrebbe vissuto in una villa di lusso nelle esclusive Sunset Islands. Una parte dei compensi aggiuntivi potrebbe essere legata alle spese abitative, ma questo collegamento non è stato confermato. Un portavoce del proprietario dell'immobile ha dichiarato che Infantino avrebbe pagato un affitto in linea con i prezzi di mercato per tre anni e che non risiede più nella villa.
La Fifa, interpellata dal quotidiano britannico, ha spiegato che lo stipendio del presidente e gli altri benefici contrattuali vengono stabiliti dal sottocomitato competente e comunicati alle autorità statunitensi secondo gli obblighi previsti. Non ha però chiarito perché i pagamenti aggiuntivi non figurino nel rapporto annuale. Le nuove rivelazioni arrivano in una fase delicata per Infantino, già finito sotto pressione per il progetto, poi accantonato, di aprire a investitori privati quote economiche legate ai Mondiali. Il presidente ha annunciato l'intenzione di ricandidarsi alla guida della Fifa: la scadenza per presentare le candidature è fissata al 18 novembre. L'inchiesta del Times aggiunge intanto un nuovo fronte di polemica alla vigilia della corsa per la presidenza.




