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Morte Maradona, al processo è scontro sulle responsabilità

di TMNewsmercoledì 30 settembre 2026
2' di lettura

San Isidro, 30 set. (askanews) - Entra nella fase finale il processo sulla morte di Diego Maradona. A San Isidro, vicino a Buenos Aires, sette professionisti sanitari sono sotto accusa per possibili negligenze nelle cure prestate all'ex campione durante la convalescenza a domicilio. Nelle ultime udienze gli imputati hanno respinto le accuse e si sono attribuiti a vicenda le responsabilità dell'assistenza.

Tra le figure centrali c'è il neurochirurgo Leopoldo Luque. L'avvocato delle figlie Dalma e Gianinna Maradona, Fernando Burlando, sostiene che avesse un ruolo di primo piano nella gestione della salute dell'ex calciatore.

"Uno può dire in propria difesa quello che vuole - dice l'avvocato di Dalma e Giannina Maradona - ma purtroppo le prove raccontano una cosa completamente diversa. Era il suo medico di fiducia, coordinava tutto quello che riguardava la salute di Diego. A un certo punto parlò perfino di portarlo a casa sua per curarlo e assisterlo, non perché non fosse il suo medico, ma esattamente il contrario".

La difesa di Luque contesta invece che sia stato dimostrato un comportamento negligente e soprattutto un rapporto diretto tra eventuali omissioni e la morte di Maradona. "Credo che il bilancio sia quello di un'assoluzione netta. Non so che cosa deciderà il tribunale. Sono tutti accusati di aver violato un dovere di cura. Io credo che questo non sia stato dimostrato. Ma anche se lo fosse, bisognerebbe dimostrare quale dovere di cura abbia provocato la morte".

Maradona morì nel 2020, a 60 anni, mentre si riprendeva da un intervento neurochirurgico. La causa indicata fu un arresto cardiorespiratorio con edema polmonare. Il processo entra ora nell'ultima fase: le arringhe cominceranno l'8 ottobre e proseguiranno fino al 22.