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Fmi: "Boom dell'IA per Usa e Asia, Paesi poveri più vulnerabili"

di TMNewsmartedì 13 ottobre 2026
2' di lettura

Bangkok, 13 ott. (askanews) - Se il boom dell'intelligenza artificiale dovesse rallentare, le conseguenze potrebbero colpire gli Stati Uniti e molte economie asiatiche. È uno dei rischi segnalati dal Fondo monetario internazionale, che sottolinea come gli investimenti nell'IA stiano sostenendo la crescita mondiale, ma con benefici distribuiti in modo diseguale.

Il rischio riguarda però anche le economie che oggi beneficiano maggiormente degli investimenti tecnologici. Secondo il Fmi, un'inversione di tendenza potrebbe avere ripercussioni sulla produzione e sui mercati finanziari.

Nello scenario più negativo delineato dal Fondo monetario, se l'intelligenza artificiale non producesse i guadagni di produttività attesi, il Pil mondiale nel 2028 potrebbe risultare fino allo 0,4% inferiore alle previsioni.

A Bangkok, durante gli incontri annuali del Fmi e della Banca mondiale, Petya Koeva Brooks, vicedirettrice del dipartimento di ricerca del Fondo, richiama l'attenzione sui Paesi più vulnerabili.

"Le nostre raccomandazioni valgono per la maggior parte dei Paesi. Ma, ancora una volta, i compromessi e le scelte da affrontare sono molto più difficili per i Paesi più vulnerabili, quelli che importano materie prime e che non sono inseriti nella filiera dell'intelligenza artificiale. E purtroppo, dopo anni in cui l'economia mondiale ha subito una crisi dopo l'altra, i livelli di debito sono aumentati notevolmente e, allo stesso tempo, l'inflazione è diventata un problema".

"Finora abbiamo visto gli effetti dell'intelligenza artificiale soprattutto dal lato della domanda, attraverso l'aumento della domanda di investimenti, che ha certamente favorito alcuni Paesi come gli Stati Uniti, ma anche molti Paesi asiatici attraverso le catene di fornitura. Se questa dinamica dovesse invertirsi, vedremmo un impatto negativo sulla produzione non soltanto nelle economie avanzate come gli Stati Uniti, ma anche in Asia, attraverso i legami commerciali. E se ci fosse una revisione delle aspettative dei mercati in questo settore, gli effetti sulla ricchezza amplificherebbero le ripercussioni sugli investimenti".