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Rugbista folle placca l'arbitro donna: "Potevo rimanere in sedia a rotelle"

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Miriana Capozzelli

Durante la sfida tra Valsugana e Vicenza, senza apparente motivo, il rugbista argentino Bruno Doglioli si è avventato con una furia disumana sull'arbitro girato di spalle. Piccolo particolare: il giudice di gara era una ragazza, Maria Beatrice Benvenuti, e nei minuti precedenti non era accaduto nulla che potesse giustificare un gesto così meschino e anti-sportivo. La Federazione Italiana Rugby non ha avuto dubbi sulla pena: tolleranza zero per chi non solo è venuto a meno al regolamento del gioco ma ai valori fondanti dello sport. Questo colpo di testa, meritatamente, è costato a Doglioli tre anni di interdizione da ogni forma di attività federale, che comporterà, con ogni probabilità, la fine della sua carriera, la pena più alta inflitta nell'ultimo ventennio. Intanto la giovanissima Maria Beatrice, 23 anni, arbitro al torneo olimpico di Rio, è riuscita a riprendersi dall'aggressione, riportando solo un colpo di frusta con annessi 15 giorni di prognosi, ma secondo quanto ammette lei stessa, ripresa dal Corriere: "Il medico mi ha detto: potevi rimanere in sedia a rotelle o restarci secca. Non so come mi sono rialzata. Qualcuno lassù mi ha preso per i capelli..." e riguardo al gesto inqualificabile del rugbista afferma: "Non dico che non perdonerò mai: sbagliare è umano. Ma voglio sottolineare che il mondo del rugby non è placcare alle spalle. I valori sono altri [...] Il giocatore se n’è andato senza chiedere scusa. Spero che si sia reso conto della gravità di ciò che ha fatto".