Cerca

Il caso

Elsa Fornero, la riforma delle pensioni colpisce ancora: professori e bidelli, 35mila assegni a rischio

9 Luglio 2018

14
Riforma Fornero, professori e bidelli: allarme per altri 35mila esodati

La riforma Fornero si abbatte su altri 35mila dipendenti. Questa volta l'allarme riguarda il ministero dell'Istruzione (25mila insegnanti, 8mila funzionari tecnico-amministrativi e 300 presidi) per il caos all'Inps. Con l'assorbimento dell'Inpdap nell'istituto guidato da Tito Boeri, infatti, spetta proprio a quest'ultimo valutare la correttezza delle domande e calcolare gli assegni. Peccato, riporta il Giornale, che il vecchio ente previdenziale dei dipendenti pubblici non era informatizzato e ora ricostruire le carriere degli interessati - che sono spesso intervallate da supplenze - diventa un lavoro lungo e complicato. Tanto che l'assegno viene al momento erogato con metodi "spannometrici" ed è praticamente impossibile accedere a nuovi incarichi per chi ha presentato domanda di pensionamento. Insomma, si rischia un altro pasticciaccio "esodati".


Tutta colpa delle legge Fornero. Anche perché oltre al danno c'è la beffa: insegnanti e bidelli rischiano di essere doppiamente fregati: la Fornero infatti nel 2011 li ha costretti a lavorare per altri 7 anni perché all'epoca i docenti si potevano pensionare con "quota 96" (con un minimo di 35 anni di contributi). L'ondata del 2018 è costituita soprattutto da nati nel 1951 che hanno raggiunto la soglia dei 66 anni e 7 mesi oppure i 42 anni e 10 mesi di contributi (41 anni e 10 mesi per le donne). Dal 2019 per lo scalino dell'età pensionabile sale a 67 anni e il rischio di allungare un altro po' la carriera è molto alto. 

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • Italia_Libera

    12 Luglio 2018 - 11:11

    Carissimi! Leggendo i commenti dal basso verso l'alto ci si rendera' conto del piano diabolico della legge Monti/Fornero.l governo, non governo, contro l'ITALIA e gli italiani,a favore di una europa aperta solo ai clandestini fatti arrivare da culture del multiculturalismo e liberismo .Lobby comuniste e liberiste! Di fatto hanno chiamato i patrioti a riprendersi la cultura italica.

    Report

    Rispondi

  • Italia_Libera

    09 Luglio 2018 - 17:05

    Probabilmente, a incoraggiare questo comportamento era l’idea che versare contributi per le pensioni dei dipendenti statali fosse una semplice partita di giro. Ma le cose non erano così semplici e la sottovalutazione è costata molto cara.

    Report

    Rispondi

  • Italia_Libera

    09 Luglio 2018 - 17:05

    La ragione più profonda riguarda, però, una mancanza delle amministrazioni centrali dello Stato che, di fatto, fino al 1995, non hanno versato i contributi alla Cassa dei trattamenti pensionistici.Dopo il 1996,poi, Ministeri, Regioni, Province, Comuni hanno versato solo la quota della contribuzione a carico del lavoratore (8,75%) e non la quota a loro carico pari al 24,2%.

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

media