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Ingroia

Macchè "rivoluzione"
Ingroia le sue liste
le fa col manuale Cencelli

L'ex pm e i partiti alleati si spartiscono i posti sicuri a Camera e Senato, in barba alle indicazioni delle assemblee territoriali. Così, in Lombardia, il primo lombardo è al nono posto

Su venti posti "sicuri" alla Camera l'ex toga antimafia se ne prende 6, De Magistris 4, l'Idv 4, Prc 3, il Pdci, 2, i Verdi 2
Macchè "rivoluzione"
Ingroia le sue liste
le fa col manuale Cencelli

 

Altro che "rivoluzione". Antonio Ingroia e i suoi alleati gettano la maschera e nel fare le liste si affidano al caro, vecchio manuale cencelli di democristiana memoria: due candidati a me, uno a te, tre a lui e così via, secondo una spartizione da prima repubbliva. Altro che terza. E i candidati indicati dalle assemblee territoriali, dalla società "civile" (che dopo "rivoluzione" è la seconda parte del nome del partito dell'ex pm antimafia) restano in coda, esclusi da qualunque possibilità effettiva di essere eletti. E' quanto accade, ad esempio in Lombardia, dove per trovare il primo candidato "indigeno" bisogna andare fino al non posto in lista.

Perchè le forze politiche che sono finite nel "polo" Ingroia si sono spartite i posti che verosimilmente porteranno a casa superando la fatidica soglia del 4% (una ventina circa alla Camera dei deputati) e poi li hanno piazzati qua e là in base alle loro esigenze. La spartizione è presto fatta. Rivoluzione Civile conta di eleggere a Montecitorio 21 persone, più o meno, delle quali 11 indicate dai partiti (Idv, 4; Prc, 3; Pdci, 2; Verdi, 2), 6 da Ingroia e 4 tra De Magistris e il sindaco di Palermo Leoluca Orlando.

Se lo schieramento raggiunge il 4 per cento, alla Camera in quota Ingroia arriverebbero: Giovanna Marano, ex candidata a governatore della Sicilia per la sinistra; Flavio Lotti, coordinatore della Tavola della Pace; l’ex grillino Giovanni Favia; Ilaria Cucchi; il figlio di Pio La Torre, Franco; il poliziotto Claudio Giardullo, finito nelle polemiche per la sua contrarietà all’introduzione del reato di tortura e degli indentificativi sulle divise delle forze dell’ordine; Arcangelo Ferri, giornalista di Rai News e capostaff dell’ex pm antimafia. Dovrebbe essere eletto anche Antonello Pirotto della Cisl, l’operaio sardo che mandò a quel paese il leghista Roberto Castelli in diretta tv. Per lui si sarebbe speso particolarmente Sandro Ruotolo, giornalista della squadra di Michele Santoro, anche lui candidato certo per la Camera, oltre che candidato governatore per il polo di Ingroia alle regionali del Lazio.

Quanto ai partiti, l’Italia dei Valori dovrebbe rieleggere alla Camera Antonio Di Pietro, Maurizio Zipponi, Fabio Giambrone e forse anche Ivan Rota, Ignazio Messina e Pierfelice Zazzera (questi ultimi tre sono in cosiddetta ‘seconda fascia’, eletti cioè se Rivoluzione civile prende più del 4 per cento). Al Senato, se si supera l’8 per cento, arriva la giornalista Sandra Amurri e ritorna Luigi Li Gotti, capolista in Sicilia, altra pietra dello scandalo all’interno del polo di Ingroia per via del suo passato nell’Msi e perché ex legale dei pentiti di mafia da Tommaso Buscetta a Marino Mannoia.

Rifondazione dovrebbe portare a Montecitorio il segretario Paolo Ferrero e due esponenti di segreteria: Claudio Grassi (finito nelle polemiche per la sua partecipazione ai funerali dell’ex Br Prospero Gallinari) e Augusto Rocchi (al Senato forse ci arrivano Roberta Fantozzi e Marco Gelmini). I Verdi: alla Camera, Angelo Bonelli e Stefano Leoni del Wwf. Pdci: Oliviero Diliberto viaggia verso un approdo insicuro al Senato; per la Camera ci sono Orazio Licandro e Manuela Palermi. 

Proteste si sono levate salla rete e dal "popolo viola".

 

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Commenti all'articolo

  • cal.vi

    22 Gennaio 2013 - 17:05

    potrebbe essere un bel nome da opporre a Rivoluzione Civile come nome di un nuovo partito. Perchè se le rivoluzioni possono essere civile, lo possono essere anche le guerre, o no! Le ultime due rivoluzione "civile" intendo quella francese e quella russa, hanno portato qualche milione di morti. Chiedo ad Ingroia, lui a quanti morti pensa di arrivare, fermo restando che non nasca intando il partito della "guerra Civile". Ciao

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  • angelo.Mandara

    22 Gennaio 2013 - 11:11

    Una campagna elettorale che si annuncia di vecchio stampo,nonostante "voci di..rivoluzione". Il quadro estetico pare essere immutato,con personaggi provenienti dalla cronaca e promossi a figure rappresentative. Partiti denominati "Rivoluzione civile" (dove t'aspetti simboli di forconi) e che se promossi da sconosciuti cittadini sarebbero stati pure fuori legge..mentre invece vi figurano magistrati. Lo studio di libri che formano le basi di un politico..non hanno più senso, basta guardare a Grillo (fatto in strada) e alla sua analisi della realtà sociale (senza retro-terra), niente teoria e tutta solida pratica che avvince le masse,tranne sfaldarsi se l'aspetto democratico mostra crepe. Il Prof che,bocciato come tecnico, per le sue alchimie da tutti criticate...fa il supernazionalista ( - Sanità, + sottomarini e F35 (pure tarocchi?)..ma così come potrà legarsi a PD e SEL?) e proprio come politico sembra tanto "scollato dal popolo", poi aggiungici il "gatto e la volpe".Angel Mandara

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