Il passato non viene ricostruito fedelmente, ma attraversato, alterato e ricomposto. L’heritage diventa materia da trasformare: frammenti di un guardaroba appartenuto a un altro tempo vengono smontati e ricomposti in un linguaggio contemporaneo, dove l’imperfezione diventa bellezza e il vissuto diventa identità. Siamo da Malloni che per la Primavera/Estate 2027 presenta MÉMOIRE, una collezione costruita sulla tensione tra memoria e trasformazione. Nella settimana della moda milanese Malloni ha portato MÉMOIRE negli spazi di 10 Corso Como Cafè, trasformati per l’occasione in un atelier sospeso tra passato e presente. La presentazione si sviluppa in tre momenti: Creazione, Sperimentazione, Rivelazione. La prima area è dedicata alla Creazione: i busti sartoriali raccontano la costruzione del capo
attraverso le sue diverse fasi, rendendo visibile il passaggio dall’idea alla forma. La seconda
è lo spazio della Sperimentazione, dove teline e capi di collezione vengono accostati e
sovrapposti. Forma finita e processo creativo entrano in dialogo, restituendo il carattere aperto
e sperimentale della ricerca Malloni. La terza area conduce alla Rivelazione: dieci total look
iconici, presentati su podi, emergono come opere compiute di un percorso che fino a quel
momento è rimasto volutamente aperto. Al centro del salone, un podio dedicato alla
performance completa l’installazione, introducendo una dimensione teatrale e trasformando
la presentazione in un momento performativo.
MÉMOIRE
MÉMOIRE è un romanticismo decadente privo di nostalgia.
La femminilità raccontata da Malloni non guarda al passato per ricostruirlo, ma per
trasformarlo. Il passato viene attraversato, consumato e reinterpretato. L’heritage diventa
materia viva: un guardaroba antico viene idealmente smontato, frammentato e ricomposto
secondo una sensibilità contemporanea. La silhouette alterna volumi morbidi, costruzioni
sartoriali e cadute fluide, muovendosi tra protezione e abbandono.
Blazer, giubbotti, pantaloni, top e parei vengono aperti, tagliati e ricuciti. Le giacche si
destrutturano attraverso gancetti da intimo utilizzati come chiusure, mentre pence lavorate a
petalo o a fiore trasformano il dettaglio sartoriale in un gesto organico. Il guardaroba nasce
dall’incontro tra boudoir e power dressing.
Guêpière, plastron, rouches, choker e dettagli lingerie dialogano con pantaloni decisi e capi
strutturati. Gli elementi dell’intimità vengono sottratti alla loro dimensione privata e portati in
superficie. Fiocchi e rouches diventano elementi mobili, da indossare anche come collane:
dettagli che si liberano dal capo e assumono una nuova funzione, trasformando l’ornamento
in parte integrante della silhouette.