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Viaggiare con un neonato (o due): la vera avventura inizia prima delle vacanze

di Paola Natali martedì 28 luglio 2026

5' di lettura

C’è chi prenota un viaggio pensando al panorama. Io lo prenoto pensando a quante probabilità ci siano che uno dei due gemelli inizi a piangere appena si chiudono le portiere dell'auto o nel momento in cui l'aereo decolla. Perché viaggiare con un neonato è un po’ come partecipare a un reality: non sai mai cosa succederà nei cinque minuti successivi. Potrebbe addormentarsi beatamente per tutto il tragitto... oppure decidere che quello è il momento perfetto per un pianto inconsolabile, senza possibilità di spiegarti il perché. Fame? Sonno? Caldo? Freddo? Un calzino fuori posto? Il mistero rimane. Se poi i neonati sono due, come nel mio caso, la probabilità che almeno uno protesti sfiora il 100%. E quando uno finalmente si calma... parte l'altro. Una sorta di staffetta perfettamente sincronizzata.

Tra ciucci che spariscono, biberon da preparare al volo, pannolini da cambiare nei posti più improbabili e passeggeri che cercano disperatamente le cuffie antirumore, c'è però una cosa che non dovrebbe mai passare in secondo piano: la sicurezza. Le vacanze sono fatte per rilassarsi, ma chi viaggia con bambini piccoli sa bene che basta una distrazione perché un viaggio tranquillo si trasformi in una situazione complicata. Temperature elevate, code interminabili, cambi di routine e tante ore in macchina richiedono un'attenzione in più. Ecco perché, prima ancora di scegliere la playlist da ascoltare in viaggio, vale la pena ripassare qualche regola fondamentale. Prima di caricare valigie, passeggino e peluche preferiti, è importante controllare che il seggiolino auto sia omologato secondo la normativa R129, installato correttamente e adatto all'altezza e al peso del bambino. Se il seggiolino è stato coinvolto in un incidente o non se ne conosce la provenienza, è sempre meglio sostituirlo.

Per i neonati esistono due principali sistemi di ritenuta. La navicella auto è indicata dalla nascita fino a circa 9 mesi (10 kg) e permette al bambino di viaggiare completamente sdraiato. Deve essere fissata in senso longitudinale sul sedile posteriore utilizzando l'apposito kit di sicurezza. L'alternativa più diffusa è il classico ovetto, adatto dalla nascita fino a 13 kg (circa 15 mesi). Va installato sempre in senso contrario a quello di marcia, sia sul sedile posteriore sia, se necessario, su quello anteriore esclusivamente dopo aver disattivato l'airbag del passeggero. Questa posizione è considerata la più sicura perché, in caso di impatto frontale, distribuisce le forze su schiena, testa e collo, proteggendo una parte del corpo che nei neonati è ancora molto delicata.

Anche la posizione del seggiolino all'interno dell'auto è importante. Il posto più sicuro è il sedile posteriore, preferibilmente quello centrale, se compatibile con il sistema di fissaggio, oppure quello dietro al passeggero.  C'è poi una regola che non ammette eccezioni: mai tenere un neonato in braccio durante il viaggio, nemmeno per pochi minuti o per cercare di calmarlo. In caso di frenata improvvisa o incidente, nessun adulto sarebbe in grado di trattenerlo in sicurezza, neppure a velocità ridotte. Per i bambini più piccoli, inoltre, gli esperti raccomandano di mantenere la posizione contro il senso di marcia il più a lungo possibile, idealmente fino ai quattro anni se il seggiolino lo consente. È ancora oggi la soluzione che offre la migliore protezione in caso di impatto frontale.

Quali sono i cinque errori da evitare?  Il primo è partire nelle ore più calde della giornata. I bambini, soprattutto i neonati, sono molto più sensibili alle alte temperature. Se possibile, meglio mettersi in viaggio al mattino presto o in serata, evitando sia il caldo intenso sia il traffico. Il secondo è sottovalutare quanto velocemente possa surriscaldarsi un'auto. Bastano pochi minuti perché la temperatura all'interno dell'abitacolo diventi pericolosa. Prima di partire è sempre bene arieggiare la macchina, mantenere una temperatura confortevole e, naturalmente, non lasciare mai un bambino da solo all'interno del veicolo. Proprio per aiutare i genitori durante il viaggio, Cybex ha sviluppato SensorSafe, una clip intelligente collegata via Bluetooth allo smartphone che controlla diversi parametri di sicurezza. Tra questi c'è anche la temperatura dell'abitacolo: se diventa troppo alta o troppo bassa, il sistema invia un avviso in tempo reale. Il terzo errore è pensare che dimenticare un bambino in auto sia qualcosa che non possa mai accadere. In realtà gli esperti spiegano che questi episodi sono spesso legati a stress, stanchezza e cambiamenti della routine. SensorSafe è stato progettato anche per questo: se rileva che il bambino potrebbe essere rimasto in auto, invia immediatamente una notifica allo smartphone e, se necessario, può avvisare anche i contatti di emergenza indicando la posizione del veicolo. Vale la pena ricordare che in Italia il dispositivo antiabbandono è obbligatorio quando si trasportano in auto bambini fino ai quattro anni di età. Il quarto errore è voler arrivare a destinazione senza fermarsi. Anche se la voglia di iniziare le vacanze è tanta, gli specialisti consigliano di fare una pausa almeno ogni due ore, così che i bambini possano bere, muoversi e rinfrescarsi. Anche in questo caso SensorSafe può essere d'aiuto grazie alla funzione "Take a Break", che ricorda automaticamente quando è il momento di una sosta. Infine, c'è un dettaglio che può sfuggire facilmente: il bambino che riesce a slacciare la clip del seggiolino. Tra giochi e movimenti continui succede più spesso di quanto si pensi. Il sistema invia immediatamente un avviso acustico e una notifica sullo smartphone, permettendo ai genitori di intervenire rapidamente.  La tecnologia può dare una mano, ma non sostituisce ovviamente l'attenzione. Essere genitori significa avere mille pensieri contemporaneamente. Le tecnologie intelligenti non sostituiscono certo l'attenzione di mamma e papà, ma possono offrire un aiuto concreto nei momenti di maggiore distrazione, soprattutto durante i lunghi spostamenti estivi.

 E se invece si prende l'aereo? In questo caso la parola d'ordine è organizzazione.  Prima della partenza conviene verificare le regole della compagnia aerea sul trasporto dei bambini e sull'eventuale utilizzo di seggiolini omologati a bordo. Quando consentito, un seggiolino certificato rappresenta una soluzione più sicura rispetto al viaggio in braccio durante decollo, atterraggio o in caso di turbolenze. Anche preparare con attenzione il bagaglio a mano può fare la differenza: acqua, biberon, snack, un cambio di vestiti, qualche gioco e una copertina sono piccoli alleati che possono trasformare un volo impegnativo in un viaggio decisamente più sereno. Per i neonati può essere utile offrire il seno, il biberon o il ciuccio durante decollo e atterraggio: il movimento della suzione favorisce la compensazione della pressione nelle orecchie e aiuta a ridurre il fastidio.

Alla fine, che si parta in macchina o in aereo, poco cambia. Ci saranno probabilmente pianti, soste impreviste, cambi pannolino in equilibrio precario e qualche sguardo di solidarietà  o di rassegnazione da parte degli altri passeggeri. Fa tutto parte dell'esperienza. L'importante è arrivare a destinazione sapendo di aver fatto il possibile per viaggiare in sicurezza. Il resto, in fondo, diventerà uno di quei racconti che, una volta tornati a casa, faranno sorridere tutta la famiglia. Perché le vacanze perfette non sono quelle senza imprevisti, ma quelle vissute con leggerezza, organizzazione e la serenità di sapere che i nostri piccoli viaggiatori sono protetti in ogni momento.

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