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Un lavoro nei trasporti per i rifugiati: l'idea per aiutare chi cerca asilo e chi non trova autisti

Alis e Cir hanno fatto partire un progetto per offrire a chi è in fuga da guerre e persecuzioni un'accoglienza dignitosa e un'integrazione sociale
di Pietro Barachetti giovedì 19 marzo 2026

3' di lettura

“Tutte le idee che hanno grandi conseguenze sono sempre idee semplici”, ha scritto Lev Tolstoj. Una frase perfetta quella dello scrittore russo autore di "Guerra e pace" per commentare l'iniziativa ideata e realizzata dai responsabili di Alis, l'Associazione logistica dell'intermodalità sostenibile diventata il più importante punto di riferimento in Italia del popolo del trasporto e della logistica, e il Consiglio italiano per i rifugiati, l'organizzazione umanitaria costituita nel 1990 su iniziativa delle Nazioni unite per difendere i diritti delle persone in fuga da guerre e persecuzioni offrendo a chi chiede asilo condizioni di accoglienza e integrazione dignitose. Già, perché la nuova convenzione siglata fra le due realtà oltre a offrire un rifugio a chi lo cerca, per se e per i suoi cari, potrebbe spalancare nuove strade all'emergenza creata dalla mancanza di autisti disponibili a mettersi al volante di un camion e far viaggiare l'economia del Paese.

Percorsi formativi mirati "guideranno" verso l'inserimento professionale nelle imprese associate

“Due possibili “grandi conseguenze” nata da un'unica idea, da una collaborazione costruita per “promuovere e realizzare iniziative congiunte volte a favorire l’inclusione socio-lavorativa di richiedenti asilo, titolari di protezione internazionale e migranti, attraverso percorsi formativi e di inserimento professionale nelle imprese associate”, come spiega il direttore generale di Alis, Marcello Di Caterina sottolineando come “l’accordo di collaborazione si inserisca nel quadro dell'impegno associativo per una crescita economica che sia al tempo stesso anche sociale e inclusiva, attraverso un nuovo passo importante per valorizzare le competenze e le potenzialità di persone che cercano una nuova opportunità di vita e di lavoro nel nostro Paese”. La collaborazione, già “partita” ufficialmente con la presenza di rappresentanti del Cir all’interno del padiglione dedicato al Sociale e al terzo settore durante l’ultima edizione di LetExpo a Verona, prevede una serie di azioni tra cui la progettazione e realizzazione di programmi di formazione professionale mirati, la promozione di tirocini e opportunità occupazionali nelle aziende aderenti ad Alis, l’organizzazione di eventi informativi e di sensibilizzazione sul tema dell’inclusione lavorativa, oltre alla condivisione di buone pratiche e strumenti utili a facilitare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. “

Il lavoro è un veicolo di autonomia e partecipazione attiva nella comunità

E con un “valore aggiunto” evidenziato da Roberto Zaccaria, presidente del Consiglio italiano per i rifugiati, convintissimo che “l’inserimento socio-lavorativo sia una grande occasione anche per le imprese, perché significa arricchire i nostri contesti produttivi e contribuire alla costruzione di una società più integrata e coesa, attraverso iniziative e progetti che uniscano competitività e solidarietà. Mettendo in relazione i bisogni di chi chiede asilo con la possibilità di acquisire nuove importanti competenze professionali e con opportunità lavorative possiamo fornire importanti soluzioni a problemi diversi. Il lavoro è veicolo di autonomia e partecipazione attiva nella comunità, e può diventare un potente fattore di coesione quando è accompagnato da percorsi formativi adeguati e da un coinvolgimento responsabile delle imprese”, ha concluso Roberto Zaccaria, “e la collaborazione con Alis consente di valorizzare le competenze dei richiedenti asilo, titolari di protezione internazionale e migranti favorendo un incontro consapevole tra persone e aziende, promuovendo percorsi di inclusione e permettendo loro di partecipare positivamente alla vita economica e pubblica”. Una conferma che può bastare una semplice idea per raggiungere importanti traguardi. Ma, allo stesso tempo anche che, come ha affermato Jacque Deval, scrittore – e regista_ questa volta francese, ““Spesso non si ottiene nulla solo perché non si tenta nulla.”

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