Scenari economici

Vittorio Feltri, licenziamenti in vista? Ma manca manodopera: qualcosa proprio non torna

Vittorio Feltri

La situazione economica italiana non è affatto chiara. Secondo qualcuno è sull'orlo di un fragoroso fallimento, secondo altri è sul punto di esplodere in un successo clamoroso. Chi ha ragione e chi torto? Le informazioni di cui siamo in possesso non consentono di fornire una risposta certa. Infatti il governo è impegnato in una discussione infinita circa la necessità di bloccare ulteriormente i licenziamenti e quella di doverli rendere liberi in base alle esigenze aziendali. Siamo convinti che mandare a casa un alto numero di lavoratori provocherebbe una tragedia sociale, perché chi rimane senza paga e senza una alternativa d'impiego rischia di morire d'inedia.

 

Però questo nostro timore collide con quanto dichiarano gli imprenditori: abbiamo urgente bisogno di manodopera e non la troviamo. Non ci sono persone disposte ad essere assunte, oltretutto scarseggiano quelle che sanno fare un mestiere. Sarebbe opportuno sapere dalle autorità politiche come stanno effettivamente le cose. Osservando i dati ufficiali è indubbio che assistiamo a una ripresa dell'industria, ormai la seconda d'Europa. Inoltre l'incremento del nostro Pil ha perfino, di poco, superato quello della Germania. Ottimismo e pessimismo confliggono, tuttavia, se le statistiche non mentono, non abbiamo una pistola alla tempia, ma siamo corroborati dalla speranza che le tribolazioni che ci ha inflitto il Covid negli ultimi diciotto mesi stiano per esaurirsi.

Anche i giornali paiono altalene: un giorno ci danno per moribondi e dopo 24 ore pubblicano servizi per informarci che siamo pressoché risorti. Sarebbe interessante conoscere quale sia la verità. Ovviamente i valori riferiti al 2020 e al primo semestre 2021 sono allarmanti per un semplice motivo: le chiusure ordinate dall'esecutivo per contrastare il virus hanno determinato la paralisi del terziario che incide parecchio sulla somma degli incassi. Quindi non ci dobbiamo stupire se nei conti generali si è registrato un forte calo. In altri settori, viceversa, gli affari sono addirittura diventati più proficui.

 

Non è quindi il caso di deprimerci e, se adesso stiamo meglio, ciò è da attribuirsi alla forte diminuzione dei contagi, elemento che non rappresenta un miracolo bensì l'effetto salvifico delle vaccinazioni. È la prima volta, nella lunga storia dell'umanità, che di fronte a una gravissima pandemia come quella ancora parzialmente in corso, la scienza è riuscita ad approntare in breve tempo, me nodi un anno, un antidoto in grado di sconfiggere la malattia. Almeno di questo dovremmo essere soddisfatti anziché tremare davanti a una siringa che assicura la vita.