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Mafia: Polizia Palermo confisca beni per 9 milioni euro a imprenditore condannato

di AdnKronos domenica 11 novembre 2018

2' di lettura

Palermo, 8 nov. (AdnKronos) - Beni per un valore di oltre nove milioni di euro sono stati confiscati dalla Polizia di Stato di Palermo ad Antonino Maranzano, 40 anni, ritenuto esponente della famiglia mafiosa dell'Uditore. La Polizia ha eseguito il decreto di confisca di beni, mobili ed immobili "frutto delle illecite attività" di Maranzano, come dicono gli inquirenti. Il decreto è stato disposto dal Tribunale di Palermo - Sezione Misure di Prevenzione in accoglimento della proposta avanzata dal Questore di Palermo, Renato Cortese, che oltre alla misura della confisca dei beni, ha disposto nei confronti di Maranzano l'applicazione della misura di prevenzione personale della Sorveglianza Speciale di P.S. con obbligo di soggiorno nel comune di residenza per la durata di 3 anni. La proposta del Questore "ha tratto spunto dalle indagini condotte dalla Squadra Mobile di Palermo che, nel giugno del 2010, hanno condotto all’arresto di 18 persone ritenute responsabili a vario titolo dei reati di partecipazione ad associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsioni e trasferimento fraudolento di valori, aggravato". Il 17 gennaio 2013, con sentenza emessa dalla Corte di Appello di Palermo, divenuta irrevocabile il 21 febbraio 2014, Maranzano è stato condannato alla pena di otto anni e sei mesi di reclusione, in particolare per aver fatto parte della famiglia mafiosa di Uditore, "svolgendo in tale qualità il ruolo di referente per Ia "messa a posto" di imprese operanti nel territorio di Palermo e zone limitrofe per conto della organizzazione mafiosa; per essersi attivato in favore di Francesco Bonura, sottocapo della famiglia mafiosa dell'Uditore e di altri appartenenti al sodalizio in relazione alla gestione di attività imprenditoriali poste in essere nell'interesse di Cosa Nostra e per avere fittiziamente attribuito a Francesco Gottuso, previo accordo con quest'ultimo, l'intera titolarità della 3G Costruzioni s.r.l., di cui Maranzano era in realtà socio occulto, al fine di eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali".

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