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'Medicina e Shoah' in mostra alla Bicocca

di AdnKronos domenica 21 ottobre 2018

2' di lettura

Milano, 15 ott. (AdnKronos) - Nell’ambito delle celebrazioni del Ventennale dell’Ateneo, l’Università degli Studi di Milano-Bicocca ospita la mostra “Medicina e Shoah. Dalle sperimentazioni naziste alla Bioetica”, realizzata dalla Sapienza Università di Roma in collaborazione con l’Unione Comunità Ebraiche Italiane (UCEI) e la cura scientifica di Silvia Marinozzi. La mostra ripercorre le tappe storiche che hanno portato alla promulgazione delle leggi razziali fasciste e alla deportazione degli ebrei italiani nei campi di sterminio nazisti. La sezione centrale della mostra è dedicata alle sperimentazioni mediche naziste condotte sugli ebrei, sui disabili e sugli altri prigionieri dei campi. La parte finale si concentra sui processi di Norimberga e, in particolare, su quello aperto nei confronti dei medici nazisti, accusati di avere partecipato volontariamente a crimini di Guerra e contro l’umanità. Come ci ricordano i pannelli della mostra, insieme al verdetto del tribunale, è stato promulgato il Codice di Norimberga, volto a stabilire i criteri etici generali per gli “esperimenti medici consentiti”. Da questo codice ha preso avvio il dibattito della bioetica contemporanea. La mostra, promossa dalla Biblioteca di Ateneo e dal Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Milano Bicocca, sarà inaugurata domani martedì 16 ottobre 2018, data che ricorda l’ottantesimo anniversario dell’espulsione dei professori di ruolo dalle università italiane in ottemperanza del R.D.L. 5.IX.1938, n. 1390. "Siamo molto grati alla Sapienza Università di Roma e all’Unione Comunità Ebraiche – spiega Michele A. Riva, ricercatore di storia della medicina presso il Dipartimento di Medicina e Chirurgia e responsabile scientifico dell’evento per l’Università di Milano-Bicocca – Italiane di permetterci di ospitare nel nostro ateneo questa mostra soprattutto perché avviene in occasione dell’anniversario delle leggi razziali. La mostra è rivolta a tutti, ma specialmente a coloro che si occupano della salute e della ricerca in ambito biomedico. Ricordare è fondamentale per educare le future generazioni di medici e ricercatori al rispetto dei principi della bioetica e della dignità umana. Perché, come ha scritto Primo Levi: 'è avvenuto, quindi può accadere di nuovo'".

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