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Ragusa: operai costretti a vivere tra ratti ed escrementi, arrestato imprenditore (2)

domenica 17 giugno 2018

2' di lettura

(AdnKronos) - Nei magazzini trasformati in abitazioni fatiscenti vivevano sei dipendenti, costretti a convivere con ratti e insetti attirati dai liquami stagnanti che si disperdevano in una fogna a cielo aperto dietro i magazzini, non essendo i servizi igienici collegati alla rete fognaria. Gli operai ascoltati dagli investigatori della Squadra mobile hanno raccontato di essere stati costretti ad accettare di vivere e lavorare in quelle condizioni a causa dellle loro disperate condizioni economiche e hanno indicato in Lalollari colui che dava gli ordini, organizzava il lavoro all’interno dell’azienda e li pagava. Inoltre è emerso che l'uomo aveva manomesso l'impianto elettrico effettuando un allaccio abusivo. L’Ispettorato del lavoro, l’Inps e l’Asp hanno sanzionato per migliaia di euro l’imprenditore arrestato e ordinato la sospensione dell’attività. Per l’impiego di lavoro nero l'imprenditore agricolo potrebbe ricevere un verbale di circa 10.000 euro mentre per le irregolarità sulla normativa sulla sicurezza sui luoghi di lavoro una multa fino a 5.000 euro. Tra il recupero dei contributi non versati, le sanzioni e il probabile impiego fittizio di operai finalizzato a percepire l’indennità di disoccupazione l'ammontare del danno economico allo Stato potrebbe aggirarsi intorno a 150.000 euro. Sono ancora in corso accertamenti per la verifica di altre irregolarità. Nei garage dell’azienda gli agenti hanno trovato poi diversi oggetti rubati: una moto, un compressore, un climatizzatore, moto elettriche e a scoppio per bambini, una sega elettrica, montacarichi, una centralina per irrigazione, un gruppo elettrogeno. "L’arrestato dovrà rispondere anche del reato previsto dal testo unico sull’immigrazione - spiegano gli investigatori -, in quanto ha fatto lavorare soggetti irregolari sul territorio nazionale. Oltre alla denuncia penale scatterà un'ammenda di oltre 6.500 a lavoratore in nero, quindi circa 50.000 euro". "La Polizia di Stato in provincia di Ragusa continua a vigilare sul rispetto delle norme al fine di tutelare i lavoratori costretti per il loro stato di bisogno ad accettare lo sfruttamento da parte degli imprenditori - dice il capo della Squadra mobile, Antonino Ciavola - Si invitano tutti gli operai vittime di sfruttamento lavorativo a denunciare le condotti criminali dei datori di lavori".

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