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Agrigento: Procura, sindaco Palma ha agito per avere vantaggi elettorali

domenica 15 ottobre 2017

2' di lettura

Palermo, 12 ott. (AdnKronos) - Nella sua qualità di sindaco di Palma di Montechiaro, Stefano Castellino, avrebbe "attestato falsamente, in pubblici atti inviati alla Prefettura, alla Questura e alla Procura di Agrigento in data 17 luglio e in successive comunicazioni, che la demolizione dell'immobile abusivo di proprietà di Rosaria Provenzani, ubicato in Palma di Montechiaro in contrada Torre di Gaffe, non poteva essere demolito per ragioni legate alla "tutela della salute pubblica e della pubblica incolumità", atto ideologicamente falso come emergente dal sopralluogo effettuato dai Carabinieri". Eccolo, uno dei reati contestati a Stefano Castellino, il sindaco di Palma di Montechiaro (Agrigento), indagati per abuso d'ufficio, falso ideologico e omissioni di atto d'ufficio, per avere bloccato le demolizioni delle case abusive del piccolo comune agrigentino. Inoltre, Castellino, che il 18 ottobre sarà interrogato dalla Procura, è accusato di di avere "indebitamente omesso di procedere alle demolizioni degli immobili abusivi edificati in zona di inedificabilità assoluta attestati con sentenza passata in autorità di cosa giudicata, che per ragioni di giustizia dovevano essere demoliti senza ritardo". Inoltre, non avrebbe risposto "alla nota del 21/8/017" della Procura agrigentina "che richiedeva di conoscere le determinazioni della Sua amministrazione in ordine ad "ogni singolo immobile indicato negli elenchi già trasmessi di immobili abusivi realizzati in zona di inedificabilità assoluta ed attestati con sentenza passata in autorità di cosa giudicata In Palma di Montechiaro". E ancora, nella sua qualità di sindaco di Palma di Montechiaro, in tempi "diversi ed in esecuzione di un medesimo disegno criminoso", violando le "norme in tema di demolizione degli immobili abusivi ed illecitamente ostacolando l'attività dei funzionari pubblici addetti all'UTC con l'emanazione di una serie di atti che prevedevano l'annullamento di gare già espletate e lo storno di fondi destinati alle demolizioni, così violando" la legge. In questo modo avrebbe "intenzionalmente procurato a se ingiusti vantaggi di tipo elettorale e ad altri, i proprietari degli immobili abusivi, un ingiusto vantaggio di tipo patrimoniale".

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