Torino, 13 mag. (Adnkronos) - Per ottenere la revoca della sorveglianza speciale era stato assunto fittiziamente da una cooperativa compiacente intestata a prestanome. A scoprirlo è stata la Guardia di Finanza di Torino controllando l'impiego che un 62enne, condannato per 'ndrangheta nel processo Minotauro, diceva di avere avuto in una cooperative. Dalle indagini è emerso che la cooperativa era parte di un gruppo di analoghe imprese, anch'esse operanti nel settore della prestazione dei servizi, tutte intestate a prestanome nullatenenti, ma concretamente gestite da A.M., 56enne torinese, e B.B.M., 44enne calabrese, residente a Torino. I due amministratori "di fatto", senza mai comparire ufficialmente, si sono prodigati per procurare al 62enne la fittizia assunzione, in modo da consentirgli di ottenere una sentenza favorevole in secondo grado. Il servizio fornito era "chiavi in mano" e prevedeva la sottoscrizione del contratto di lavoro per 8 ore giornaliere, le comunicazioni al Centro per l'impiego, il rilascio della busta-paga mensile e finanche la predisposizione di falsi fogli-presenza giornalieri. I pedinamenti effettuati dai Finanzieri hanno dimostrato, infatti, che mentre l'uomo risultava formalmente al lavoro, di fatto, si trovava altrove, presso bar, locali pubblici, centri commerciali ovvero a passeggio in compagnia di conoscenti. (segue)