Roma, 16 mag. (Adnkronos) - Vincenzo Canterini, l'ex capo della Mobile di Roma all'epoca del G8 di Genova, legittimamente non è stato ammesso all'affidamento ai servizi, perchè con il suo comportamento ha "avallato le illegittime attività di polizia, compiute anche dal reparto al suo comando" e non ha mai chiesto scusa come pure non ha manifestato "considerazione per le vittime" prendendo pubblicamente "distanza dai fatti" accaduti a Genova nel luglio 2001. Per il blitz alla Diaz, Canterini è stato definitivamente condannato assieme agli altri 16 funzionari di polizia dalla Cassazione per aver firmato i verbali falsi che giustificavano il blitz violento, accusando le vittime di aver opposto resistenza accoltellando un agente e nascondendo le molotov. Ora la Suprema Corte ha convalidato il giudizio del Tribunale di sorveglianza dell'11 aprile 2013 perchè "nell'escludere i presupposti delle misure alternative chieste dal condannato è partito dalla considerazione della natura e della gravità dei fatti accertati e del reato per il quale è stata irrogata la pena in espiazione, quindi, ha espresso un giudizio di elevato disvalore per la posizione soggettiva e la piena consapevolezza del condannato della falsità delle circostanze rappresentate ai superiori e alla magistratura, in modo tale da avallare le illegittime attività di polizia, compiute anche dal reparto al suo comando". Non ultimo, "la mancata manifestazione di qualsiasi considerazione per le vittime e per gli interessi pubblici violati dalla condotta criminosa, che avrebbe richiesto, ad esempio, una pubblica presa di distanza dai fatti, una manifesta richiesta di scuse ad evidenziare l'intrapresa di un percorso di resipiscenza e di rieducazione". In definitiva, come ha evidenziato il Tribunale di sorveglianza, Canterini "pur avendone le possibilità materiali e culturali, non ha mostrato nemmeno i primi 'segni' di un percorso di rieducazione, rispetto al quale nemmeno la dedizione recente ad attività di volontariato poteva svolgere una funzione favorente".