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Siena: Ncd, si' a centrale a biomasse ma non vicino a San Galgano

domenica 10 agosto 2014

2' di lettura

Firenze, ago. - (Adnkronos) - "Con tutti i posti che esistono, la centrale a biomasse proprio accanto a San Galgano magari anche no": questo il parere del Nuovo Centrodestra in Consiglio regionale i cui esponenti Alberto Magnolfi (presidente del gruppo) e Andrea Agresti (vicepresidente della Commissione Ambiente), sul caso in provincia di Siena interrogano la giunta regionale affinché si occupi della vicenda. In particolare Magnolfi e Agresti, che non si oppongono alla realizzazione di un impianto a biomasse bensì alla sua eventuale collocazione a ridosso dell'abbazia, alla Regione domandano "se ritenga opportuno realizzare una centrale a biomasse in un luogo di così grande pregio culturale ed artistico" e "quali azioni intenda intraprendere per verificare, insieme alla Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici di Siena ed ai Comuni vicini a Monticiano, le eventuali ricadute negative che potrebbero derivare dalla realizzazione di tale impianto". Prima però, nella premessa dell'atto, i due consiglieri regionali del Nuovo Centrodestra ricostruiscono così i termini della questione: "Il Comune di Monticiano (Si) ha previsto la realizzazione di una centrale a biomasse nel territorio comunale, nelle vicinanze dell'Abbazia di San Galgano. Il complesso composto dall'Abbazia di San Galgano e dalla limitrofa Cappella di Montesiepi è uno dei più suggestivi della provincia di Siena, e della Toscana in generale, e costituisce un indiscusso patrimonio culturale ed artistico di rilevanza nazionale. L'impianto suddetto sarebbe ben visibile dall'Abbazia di San Galgano e potrebbe quindi compromettere il valore estetico dei monumenti e del paesaggio circostante, recando un grave danno agli abitanti della zona, ai numerosi turisti e visitatori e di conseguenza anche alle strutture turistico-ricettive". Per altro, ricordano Magnolfi e Agresti, "il comitato "Ambiente e Salute di Monticiano" ha scritto una petizione al Sindaco, raccogliendo cinquecento firme, per richiedere la sospensione del progetto e per approfondire la valutazione sull'impatto ambientale".

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