(Adnkronos) - Cinque delle persone arrestate, con altri già assicurati alla giustizia tra cui Saverio Marafioti e Domenico Sibio, entrambi condannati in primo grado nel processo Califfo, hanno fornito la propria prestazione d'opera per la realizzazione del nascondiglio, dotato di un efficientissimo sistema di ingresso e di sorveglianza, le cui caratteristiche costruttive erano del tutto analoghe al bunker rinvenuto in località Petrosello di Rosarno presso la ditta Demolsud, nel quale è stato localizzato e catturato, il 9 agosto 2011, sempre dai Carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Reggio Calabria, Francesco Pesce allora reggente della omonima cosca e fratello di Giuseppe. Gli indagati avrebbero inoltre consentito a Giuseppe Pesce in più occasioni il ricongiungimento con la moglie Ilenia Bellocco, tramite un riservato e collaudato sistema di manovre, staffette e cambi di autovetture. In particolare sono stati accertatati, tra gennaio 2012 e marzo 2013, più di una dozzina di allontanamenti della donna, che aiutata da fedelissimi affiliati alla cosca o da stretti congiunti, è riuscita, seppur estemporaneamente e per brevissimi periodi, ad incontrare il marito latitante, o con lui a trascorrere un periodo di vacanza, nell'estate 2012, a Gizzeria Lido (Catanzaro). Inoltre, alcuni di questi indagati si sono attivamente operati per eseguire continue bonifiche dei luoghi e delle autovetture a loro in uso per sviare le investigazioni in corso o eludere servizi di pedinamento dei militari operanti eseguiti nei loro confronti.