(Adnkronos) - Questo primo nucleo sarà ospitato nei pascoli della Tenuta, nelle vicinanze dei cavalli (circa 50) e dei bovini (al momento oltre 200), che da sempre popolano San Rossore pur essendo sempre stati poco visibili al pubblico; anche le stalle costruite in località "Boschetto" nell'Ottocento proprio per i dromedari, anziché finire in disuso, torneranno ad ospitarli in una prima fase. Come annunciato nei mesi scorsi, uno degli obiettivi della reintroduzione dei dromedari, oltre ai già citati aspetti storico-culturali, è quello di aprire la zona agricola di San Rossore, sinora mai utilizzata nelle attività di promozione turistica, alle visite del pubblico, con attività didattiche che abbiano lo scopo di spiegare il ruolo ecologico e socioeconomico di queste razze animali: bovini biologici da carne col mucco pisano in prima linea, cavalli da lavoro Tpr (Tiro Pesante Rapido) e cavallini "monterufolini" in estinzione, ai quali oggi si aggiungono i dromedari e, presto, anche le vacche di razza maremmana, anch'esse presenti nella tenuta in passato. Molto presto nei pascoli di Piaggerta sarà dunque possibile incontrare questi splendidi animali, in un'area particolarmente adatta a loro per il clima favorevole ed il terreno sabbioso. Come fece il presidente della Repubblica Giovanni Gronchi alla fine degli anni Cinquanta, quando riportò un nucleo di dromedari dopo un'assenza di meno di vent'anni, l'arrivo di questi animali ha avuto una cornice d'eccezione: in Piazza dei Miracoli gli animali hanno fatto una breve sosta questo pomeriggio, per rievocare le immagini delle stampe dell'Ottocento - oggi in mostra anche a Palazzo Lanfranchi - che ritraggono sotto la Torre pendente i cosiddetti "cammelli", citati anche nelle memorie di Friedrich Nietzsche, carichi di materiali da trasportare in groppa. (segue)