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Sanita': Toscana, Regione 'taglia' i tempi di attesa per le prestazioni (5)

domenica 10 agosto 2014

2' di lettura

(Adnkronos) - Negli ultimi 7 anni, in Toscana il numero di prestazioni specialistiche erogate è cresciuto con un indice medio di variazione annua dell'1,4%: dai 59.150.814 del 2007 ai 65.402.380 del 2013. E a richiedere visite, prestazioni, assistenza, sono soprattutto i cittadini dai 65 anni in su: questo vale per i contatti con il medico di medicina generale, per le prestazioni negli ambulatori specialistici, per le confezioni di farmaci. Mentre il consumo di prestazioni specialistiche ambulatoriali cresce leggermente per le classi di età giovani adulte, la crescita di prestazioni cliniche e terapeutiche specialistiche diviene iperbolica nelle classi di età più avanzate. Circa il 40% delle visite di primo accesso sono per le persone ultra65enni. Muovendo da questa riflessione, la delibera, con un apposito documento strategico, definisce tre diverse tipologie di visite. La visita urgente e la funzione del pronto soccorso. Il pronto soccorso è il centro di riferimento per le condizioni cliniche o diagnostiche valutate urgenti, non risolvibili dal medico di famiglia o dalla medicina specialistica ambulatoriale. Quindi le visite e le richieste di procedure o diagnostica strumentale classificate urgenti dovranno essere indirizzate al pronto soccorso. La visita, la richiesta di prestazioni diagnostico-strumentali, di primo accesso. Dovrà avere tempi sufficienti, certi e stabiliti, dunque con classe di priorità "breve" o differibile", in coerenza con il bisogno rilevato; quindi il primo accesso non può ricomprendere la classe di priorità "programmata". La visita di controllo e la visita/richiesta di riesame. Per le prevalenti patologie e condizioni croniche, le aziende definiscono piattaforme specifiche di competenze specialistiche e diagnostiche, con specifiche disponibilità, sia cliniche che diagnostico-strumentali, organizzate sotto forma di Agenda di prenotazione, rese disponibili, in reciproca responsabilità, alle nuove organizzazioni territoriali della medicina generale (Aft) e agli specialisti, in coerenza con i percorsi assistenziali e con l'evoluzione della sanità d'iniziativa.

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