(Adnkronos) - Da quel momento sono scattate varie questioni: un ordine del giorno al Senato, "non richiesto dalla Regione" spiega il governatore, che "salvava specificamente queste due nomine, perchè non credo che in Italia ci siano tanti casi di questo tipo" e che non è stato recepito nè dal governo né successivamente dal Parlamento. Poi il parere del ministero della Funzione pubblica, che "non ci è stato inviato e non sappiamo da chi sia stato richiesto, a sostegno dei due manager" dice ancora Crocetta; un parere dell'ufficio legislativo e legale della Regione che "lascia al governo la decisione di sottoscrivere o no il contratto". Ed infine un ultimo parere dell'avvocatura dello Stato che "nega in modo tranciante il fatto che si possa sottoscrivere un contratto con dei pensionati in presenza di un divieto normativo". "Il legislatore ha voluto sancire il divieto di assumere obbligazioni con soggetti che si trovino in stato di quiescenza - prosegue il presidente della Regione -. Ritengo che l'obbligazione nasca al momento del contratto. Se è vero che la nomina è stata fatta quando era possibile farla, il contratto veniva firmato in presenza di divieto. Vale di più giuridicamente l'atto di nomina o la legge che vieta di attribuire incarichi a personale in quiescenza? Io ritengo che prevalga la legge". Insomma, conclude Crocetta, "oggi abbiamo un parere dell'avvocatura che ci impedisce la nomina, tutto il resto fa parte di logiche che non ci appartengono. Siamo interessati a evitare che si commettono ingiustizie e reati. I due dicono di avere ragione, facciano ricorso e rispetteremo sentenza. Stiamo applicando la legge, in perfetta buona fede e la legge stessa attribuisce a ogni cittadino diritto a difendersi".