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Roma: taglio a 'Cartellopoli', meno spazi pubblicitari e piu' costosi

domenica 11 maggio 2014

2' di lettura

Roma, 5 mag. (Adnkronos) - Il nuovo Piano Regolatore degli impianti pubblicitari (PRIP) ed il nuovo regolamento a Roma avrà l'obiettivo di diminuire gli impianti pubblicitari e aumentare le entrate per la Capitale: dagli attuali 233.000 mq di spazio per l'esposizione pubblicitaria, si passerà a 147.00 mq, con una nuova prospettiva di guadagno che porti dagli attuali 17.700.000,00 milioni a 32.900.00,00 milioni di euro. Presentato stamane alla presenza del sindaco Ignazio Marino il PRIP punterà - come ha spiegato l'assessore alla Roma Produttiva, Marta Leodori - "ad un efficace controllo sull'impiantistica, ad un'azione più incisiva di contrasto all'abusivismo, ad un mercato regolato da equità e concorrenza e ad una stabile programmazione delle entrate". Tutto questo giunge dopo l'approvazione della delibera 425/2013 di revoca della 116/2013, ovvero la cancellazione della sanatoria di 5000 impianti abusivi, perchè privi di autorizzazione. Allo stato dei fatti, dal confronto tra Roma e Milano, illustrato dall'assessore Leonori per spiegare la necessità del PRIP, è emerso che nonostante una metratura autorizzata minore, 133.000 mq, rispetto ai 232.900 per Roma, i proventi per Milano sono di 203,3 euro per mq di pubblicità, mentre per la città capitolina solo 76 euro, la meta è segnata, invece, a 223,8 euro, affinchè "il Comune di Roma non pesi sulle tasche dei cittadini - ha affermato a margine della presendazione il sindaco Marino - i soldi è opportuno recuperarli, ad esempio, dagli impianti pubblicitari". "Gli introiti maggiori, infatti, potranno essere utilizzati per servizi ai cittadini: piste ciclabili, bike sharing, pensiline per gli autobus, decoro urbano. Per quanto riguarda le affissioni abusive in campagna elettorale - ha concluso il sindaco Marino, ribadendo una considerazione già fatta in passato - invito tutti i romani e le romane a segnarsi su un quadernetto chi fa affissioni abusive e a non votarlo, qualsiasi forza politica egli appartenga, perchè oltre la bruttura condannabile per la città, per il Comune di Roma rimuoverli significa costi aggiuntivi che ricadono sulle tasche dei cittadini".

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