Roma, 23 mag. (Adnkronos) - E' valido a tutti gli effetti il rapporto dello '007' per smascherare l'infedeltà coniugale. Lo certifica la Cassazione, ricordando che la relazione investigativa può essere utilizzata in giudizio per addebitare la colpa del fallimento matrimoniale al coniuge pizzicato dall'investigatore. In questo modo, la Prima sezione civile ha bocciato il ricorso di una signora modenese nei confronti della quale il Tribunale di Modena aveva dichiarato l'addebito della separazione sulla base della violazione del dovere di fedeltà, acquisita attraverso la relazione investigativa e i tabulati telefonici. Il verdetto di addebito nei confronti della moglie fedifraga era stato certificato anche dalla Corte d'appello di Bologna il 23 agosto 2013. Contro l'addebito pronunciato dal giudice anche sulla base del rapporto dello '007', la donna ha presentato ricorso in Cassazione, facendo presente che le prove dello '007' e i tabulati telefonici acquisiti non potevano essere utilizzati come prova. La tesi difensiva è stata bocciata dalla Suprema Corte che ha ricordato la "liceità" della prova che è stata adeguatamente motivata. Da qui il rigetto del ricorso della donna che è stata pure condannata a sborsare 4.200 euro di spese processuali.