(Adnkronos) - I 4 ex dirigenti gia' indagati erano attivi tra il 1977 e il 1992 e gli 8 decessi che vengono loro contestati risalgono, il primo al 2004 e l'ultimo al 2011. Se l'esposizione all'amianto delle altre 6 vittime corripondera' al periodo in cui erano attivi questi dirigenti, i 4 indagati dovranno rispondere di questi ulteriori decessi. Se invece l'esposizione fosse avvenuta in un altro arco di tempo, si dovranno appurare quali fossero i responsabili. La pericolosita' dell'amianto e' piu' che mai nota da oltre un secolo. Il procuratore ricorda infatti che gia' all'inizio del '900 era noto che l'amianto fosse pericoloso. "Di asbestosi - ricapitola Dalla Costa - si parla dal 1937 nell'ambiente scientifico. Nel 1943, l'asbestosi rientra nell'elenco delle malattie professionali che hanno l'obbligo di assicurazione. E' per questo - spiega - che gli esposti all'aminato hanno diritto a una indennita'. Dagli anni '60, molti studi epidemiologici evidenziano come la lavorazione dell'amianto provocasse polveri nocive alla salute e nonostante cio', non vi e' stato alcun rispetto della normativa". Ora gli indagati potranno avanzare le loro richieste al pm e formulare le loro osservazioni. "Ora la palla passa alla difesa - conclude il procuratore - che puo' anche chiedere al pm ulteriori indagini e puo' svolgere la sua linea difensiva". Ma le contestazioni emerse nei confronti dei dirigenti dall'indagine appena conclusa, osserva Dalla Costa, "lasciano poco spazio alla Difesa".