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Giochi: Eurispes, preoccupa diffusione azzardo tra i giovani

domenica 20 gennaio 2013

2' di lettura

Roma, 16 gen. - (Adnkronos) - "Un bambino su quattro risulta coinvolto all'interno di un fenomeno, quello del gioco, la cui portata e rilevanza non devono essere assolutamente sottovalutate". E' quanto emerge dall'Indagine conoscitiva sulla condizione dell'Infanzia e dell'Adolescenza in Italia 2012, presentata oggi a Roma da Telefono Azzurro ed Eurispes. Il gioco prediletto dai bambini e' il Gratta e vinci, cui dichiara di aver giocato il 33,7%, mentre l'11,4% e l'11,1% ha invece giocato rispettivamente alle Lotterie ed al Bingo. Per quanto riguarda il Videopoker e le Slot machines, "che sono senza dubbio i giochi d'azzardo che destano la maggior preoccupazione - rivela l'indagine - le percentuali di bambini che dichiarano di aver giocato a questi due pericolosi giochi d'azzardo non sono affatto trascurabili (rispettivamente il 7,8% ed il 6,9%), tanto piu' se si considera che, ammette di non avervi mai giocato, ma che tuttavia vorrebbe farlo, un numero quasi doppio di bambini (rispettivamente il 13,3% ed il 13,5%)". Gioca spesso a soldi online, inoltre, l'1,4% dei bambini del campione, lo fa qualche volta il 3% e raramente il 3,6%. I giochi che prevedono denaro non online fanno registrare percentuali maggiori (5,1% spesso, 3,8% qualche volta e 6,4% raramente). L'82,9% degli intervistati ha risposto di non aver 'mai' giocato a soldi sul web. Quanto allo scopo per cui i bambini si avvicinano al gioco, il 18,9% riferisce di averlo fatto per puro divertimento, l'11,1% per l'emozione che suscita il gioco o perche' lo ha visto fare ad amici e/o parenti, mentre il 9% per vincere soldi e/o premi. Il 69,4% dei bambini ha dichiarato di non conoscere nessuno che gioca d'azzardo (anche online) sebbene il 21% di loro ha vicino qualcuno che gioca; la prima categoria di persone che sono loro invece note in quanto giocatori e' quella degli "amici" (7,1%), seguita da quella degli "altri" soggetti (4,6%), poi dai "padri" (4%) e da nonni e zii (2,6%), si legge nell'indagine.

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