Roma, 16 gen. (Adnkronos Salute) - Il 2012 e' stato "un anno pesante: abbiamo fronteggiato un aumento del 30% delle richieste di aiuto di persone che volevano togliersi la vita per difficolta' economiche, perdita del lavoro o fallimento dell'azienda. E anche un picco di vittime dei suicidi 'da crisi' concentrato tra marzo e maggio, quando abbiamo registrato anche una vera e propria tempesta di chiamate". A stilare per l'Adnkronos Salute un bilancio dell'anno appena passato e' Maurizio Pompili, direttore del Servizio per la prevenzione del suicidio dell'ospedale S.Andrea di Roma. "La crisi economica, la paura di perdere il posto di lavoro e lo spettro della poverta' e del fallimento personale e familiare, insieme alla solitudine - sottolinea - sono tra le cause che hanno reso i primi mesi dell'anno passato piu' difficili. Poi, forse, lo svilupparsi di una certa solidarieta' collettiva, il rendersi conto che non erano i singoli imprenditori o lavoratori a vivere questa drammatica stagione economica ma l'intero Paese, ha contribuito - dice Pompili - a mettere un freno sul fenomeno, insieme a nuove iniziative locali di supporto, a un piu' cauto atteggiamento dei media e forse anche alla proposta di legge in materia promossa dalle istituzioni, che pero' e' rimasta sulla carta". "Piu' concrete - aggiunge - le realta' locali, specie nel Nord e soprattutto in Veneto. Il nostro Centro ha registrato in generale un +30% di chiamate di persone che pensavano di togliersi la vita per motivi economici. E gli episodi piu' drammatici si sono registrati proprio tra marzo e maggio: gli operatori sono riusciti a lanciare l'allarme, ad allertare i familiari e in alcuni casi estremi anche a chiedere l'intervento della Polizia postale, salvando delle vite". (segue)