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Tav: rifiuti, corruzione e guadagni illeciti, le carte dell'accusa (3)

domenica 20 gennaio 2013

1' di lettura

(Adnkronos) - Non solo, sempre secondo l'accusa, da parte degli indagati ci sarebbe stato anche un monitoraggio "scarso" e "gravemente negligente" dei lavori che avrebbero provocato delle crepe in una scuola media situata vicino al cantiere. Crepe che non potrebbero farla crollare, ma che sicuramente non contribuiscono alla sua sicurezza. In tutto sono 31 indagati. All'ex presidente della Regione Umbria Maria Rita Lorenzetti, attuale presidente di Italferr (gruppo Fs) vengono contestati reati pesantissimi: associazione a delinquere finalizzata all'abuso d'ufficio, alla corruzione e alla gestione organizzata finalizzata al traffico illecito di rifiuti. Lorenzetti, tramite il suo avvocato Luciano Ghirga, dopo il termine della perquisizione di cui e' stata oggetto giovedi' scorso, si e' detta "totalmente estranea alle accuse". Secondo la ricostruzione dell'accusa, Maria Rita Lorenzetti, quale presidente di Italferr, nell'ambito dell'appalto sul nodo fiorentino della Tav, avrebbe operato "mettendo a disposizione le proprie conoscenze personali, i propri contatti politici e una vasta rete di contatti grazie ai quali era in grado di promettere utilita' ai pubblici ufficiali avvicinati, nell'interesse e a vantaggio della controparte Novadia e Coopsette, (che si sono aggiudicate l'appalto, ndr) da cui poi pretendeva favori per il marito nell'ambito della ricostruzione dell'Emilia". (segue)

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