Bologna, 19 set. - (Adnkronos) - In Emilia Romagna le associazioni no profit sono 25.116, gli addetti 64.395, i volontari 428.550, pari al 9,8% della popolazione. I dati emergono da uno studio della Confartigianato da cui esce il volto di un'Italia solidale che si organizza per supplire alle carenze dei servizi pubblici e rispondere alle esigenze dei cittadini. Un Paese, e soprattutto una regione come l'Emilia Romagna, pronta a prestare servzio volontario in una sorta di rete di welfare 'fai da te'. "Sono dati - sottolinea, infatti, il presidente di Confartigianato Emilia Romagna Marco Granelli - che ci indicano la strada per uscire dalla crisi: dare sostegno alla naturale vocazione imprenditoriale degli italiani, l'unica strada per ricostruire benessere e coesione sociale". E se tra gli italiani impegnati a resistere alla crisi, gli imprenditori si distinguono per il numero piu' alto tra i Paesi europei (sono 5.574.333 e rappresentano il 9,3% della popolazione), questa percentuale in Emilia Romagna arriva all'11,1%, con 486.958 imprenditori su di una popolazione di 4.377.487 persone. "Impresa, lavoro, famiglia, territorio, associazionismo sono i valori fondanti del 'modello italiano' da cui bisogna ripartire per lasciarci finalmente alle spalle una crisi che ha prodotto profondi danni economici e disagio sociale" aggiunge Granelli, spiegando che al tempo stesso "va costruito un sistema di welfare a misura della realta' sociale, economica ed occupazionale e dei nuovi bisogni dei cittadini-imprenditori e delle loro famiglie".