Roma, 20 set. - (Adnkronos) - "Siamo molto preoccupati, ma abbiamo grande fiducia in quello che potra' fare la Farnesina. Speriamo solo che la cosa si concluda presto e bene". Cosi' all'Adnkronos Aristide D'Alessandro, il padre dell'attivista italiano di Greenpeace che, insieme ad altri 29 membri dell'equipaggio dell'Arctic Sunrise, si trova nelle mani delle autorita' russe, a seguito dell'irruzione armata sulla nave avvenuta ieri. Non c'e' stato ancora nessun contatto diretto tra la famiglia dell'attivista napoletano e il ministero degli Affari Esteri, "so pero' che si stanno attivando, anche sul posto, per sbloccare la situazione", aggiunge il padre di Cristian. "Abbiamo sentito Cristian 4 o 5 giorni fa, quando ci ha mandato una mail in cui ci raccontava del primo passaggio in Artico, che la guardia costiera russa aveva intimato loro di allontanarsi, ma ci tranquilizzava dicendoci che non era successo niente di allarmante", aggiunge il signor Aristide che del figlio dice: "Cristian ha degli ideali importanti e anche se questo a volte e' fonte di preoccupazione per noi, condividiamo la sua scelta. Chiedo solo che sia liberarto al piu' presto, perche' le loro sono azioni pacifiste, non hanno commesso nulla di male, niente che meriti una punizione cosi' severa. Perche' quella che stanno vivendo e' davvero severa". "Credo che ci sia simbiosi tra il governo italiano e gli altri Paesi coinvolti, perche' i 29 ragazzi arrestati con Cristian sono di diverse nazionalita'. Spero che i media non passino questa faccenda sotto silenzio", conclude Aristide D'Alessandro, sottolineando anche l'impegno di Greenpeace che si e' gia' attivata per mantenere alta la soglia di attenzione sulla faccenda.