Reggio Calabria, 21 set. - (Adnkronos) - "Questa operazione e' stata possibile anche grazie alla credibilita' che la Procura di Reggio Calabria ha all'estero. Riusciamo a lavorare tramite rogatorie con le Procure di tutta Europa, dell'America del nord e del sud grazie alla credibilita' conquistata in decenni". Il procuratore aggiunto della Dda di Reggio Calabria, Nicola Gratteri, ha seguito in prima persona insieme al sostituto Francesco Tedesco l'indagine che ha portato alla cattura del latitante Francesco Nirta in Olanda. "Abbiamo lavorato con rogatorie dirette, on line, modulate in base a quello che serviva alla collega della procura di Amsterdam che ci ha seguiti. Siamo rimasti in contatto al telefono fino a ieri sera", ha spiegato il magistrato in conferenza stampa. Il collegamento tra le due forze di polizia italiana e olandese, ha detto ancora Gratteri, e' stato necessario a causa delle differenze normative tra i due Paesi. "La polizia giudiziaria olandese non puo' eseguire una perquisizione d'iniziativa perche' e' necessario un decreto del giudice, non puo' farlo nemmeno la procura", ha spiegato. Il procuratore aggiunto della Dda reggina ha rilevato che Francesco Nirta e' un latitante che continua a essere funzionale alla cosca anche dall'estero, come indica il ritrovamento di 40 kg di cocaina nella sua abitazione. "L'Europa - ha concluso - e' piena di latitanti che continuano a mantenere gli interessi della 'ndrangheta nei paesi esteri, smerciando droga riescono a mantenere la propria latitanza e nel contempo continuano a mantenere i rapporti con i territori di provenienza e a ingrassare la 'ndrangheta".