(Adnkronos) - "Giancarlo, come tanti bravi giornalisti di allora e di oggi, - prosegue Paolo Siani - non faceva altro che cercare di fare bene il suo mestiere, raccoglieva le notizie, collegava i fatti e scriveva, senza se e senza ma. Credo che per molti giornalisti napoletani Giancarlo rappresenti un simbolo, un modello da seguire. E la passione che ho visto in questi mesi in alcuni giovani giornalisti che mi hanno accompagnato nella realizzazione del progetto Mehari e nello slancio con cui il direttore de 'Il Mattino' e i suoi colleghi lo hanno accolto mi conferma che il ricordo di Giancarlo e' molto vivo in citta' e che la voglia di riscatto e la volonta' di non farlo dimenticare e' ancora forte tra i suoi colleghi di allora e di oggi". Un anniversario che giunge a pochi giorni dall'allarme lanciato dall'arcivescovo di Napoli, cardinale Crescenzio Sepe, che ha parlato di "citta' sull'orlo del collasso", che ha generato un dibattito sul momento che sta vivendo la citta' dal punto di vista economico e da quello della legalita': "Io credo che Napoli stia facendo anche se a fatica dei passi avanti sul piano della legalita' - dice Paolo Siani - e' indubbio che le forze dell'ordine stanno ottenendo brillanti risultati, e' certo che nelle scuole gli insegnanti sempre piu' numerosi e convinti affrontano i temi della legalita', ma e' altrettanto vero che se la legalita' non occupa i primi posti dell'agenda politica di chi ci governa, a livello locale e nazionale, noi non faremo mai dei veri passi avanti nel contrasto all'illegalita'". "Oggi c'e' una rete di sostegno per le vittime della criminalita' - sottolinea Paolo Siani - fatta da altri familiari di vittime, da psicologi, avvocati, assistenti sociali, oggi la Regione Campania attraverso la Fondazione Polis sostiene con convinzione i familiari delle vittime e si sta spendendo con impegno e determinazione per far crescere una forte cultura della legalita'". (segue)