Cagliari, 22 set. - (Adnkronos) - Un giovane triste non e' un giovane. Il Papa incontra i "cari giovani di Sardegna ("siete in tanti", dice)" e li incoraggia: sappiate mettervi in gioco come dei buoni sportivi. A volte, dice il Pontefice, si vive "l'esperienza del fallimento, qualcosa che va storto, una delusione… Nella giovinezza si e' proiettati in avanti ma a volte capita di vivere un fallimento, una frustrazione: e' una prova, ed e' importante!". Non e' immune la Chiesa da queste esperienze. "Anche nella Chiesa - dice infatti Bergoglio - facciamo questa esperienza: i sacerdoti, i catechisti, gli animatori si affaticano molto, spendono tante energie, ce la mettono tutta, e alla fine non vedono risultati sempre corrispondenti ai loro sforzi". Il Papa torna su un tema che a lui sta a cuore e dice che a volte "la fede appare un po' sbiadita, non molti fedeli partecipano attivamente alla vita della Chiesa, si vedono dei cristiani a volte stanchi e tristi, e molti ragazzi, dopo aver ricevuto la Cresima, non frequentano piu' la parrocchia. La Cresima ha cambiato nome, e' il sacramento dell'addio, del congedo - dice a braccio il Papa - perche' fanno quella e poi se ne vanno dalla Chiesa. Ecco, questo e' un fallimento, un'esperienza che ci scoraggia. E' vero o no?". "Di fronte a questa realta', giustamente voi vi chiedete: che cosa possiamo fare? Certamente una cosa da non fare e' quella di lasciarsi vincere dal pessimismo e dalla sfiducia. Voi giovani - ammonisce il Papa - non potete e non dovete essere senza speranza, la speranza fa parte del vostro essere. Un giovane senza gioia e speranza e' preoccupante! Non e' un giovane, e' invecchiato troppo presto. E quando un giovane sente la sfiducia della vita, quando perde la speranza dove va a trovare un po' di tranquillita', di pace senza fiducia, speranza e gioia? Quelli che vendono morte di offrono una strada per quando siete tristi, senza speranza e senza coraggio. Non vendetevi!". Da qui l'immagine contenuta nel Vangelo nella quale Simon Pietro in un momento critico, anziche' abbandonarsi alla sfiducia, getta le reti. "E il risultato - dice Francesco - e' una pesca incredibile, le reti si riempiono, tanto che quasi si rompevano".