Bologna, 22 apr. - (Adnkronos) - "Questo riconoscimento mi da' una grandissima speranza". Queste le parole, emozionate, pronunciate in aula a Palazzo D'Accursio da Patrizia Moretti, la madre di Federico Aldrovandi, che oggi ha ricevuto dalle mani del sindaco Virginio Merola la cittadinanza onoraria sotto le Due Torri, per la sua lotta per la verita' e la giustizia, dopo la morte del figlio 18enne ucciso dalle botte dei 4 agenti che nel 2005 lo fermarono a Ferrara per un controllo, mentre tornava da solo a piedi, all'alba, verso casa. "Voglio ringraziare la citta' di Bologna per questa onoreficienza che mi rende veramente contenta anche se chiaramente nessuno di noi forse avrebbe voluto vivere questo giorno, anche se cosi' bello, perche' il motivo e' purtroppo che mio figlio non c'e' piu'" ha continuato la madre di Federico. Moretti ha ricordato questi "8 anni di un percorso duro e difficile, una lotta, per chiedere semplicemente giustizia e affermare la dignita' di Federico che inizialmente sembrava dovesse passare per l'oggetto di un processo a suo carico, piuttosto che lui la vittima". "Questa onoreficienza che ricevo oggi con grandissima gioia la considero un riconoscimento diffuso, perche' non e' solo per me, ma per tutte le persone che mi hanno accompagnato in questi anni, che mi hanno dato molta forza e che dall'inizio hanno creduto che questa tragedia dovesse essere fonte di giustizia, non solo per Federico, ma per tutti, a cominciare dal mio avvocato, dagli amici di Federico - ha proseguito Moretti - e dalle persone che si sono affiancate, via via a noi, con ogni forma e modo in cui l'intelligenza si possa esprimere, anche attraverso l'arte, la cultura come il film di Filippo Vendemmiati, ma anche gli striscioni negli stadi, il sostegno morale e la vicinanza delle persone espressa con una parola, una canzone, un disegno". "Questo e' stato un movimento - ha rimarcato - e questa cittadinanza va forse a questo movimento di persone che si traduce in una richiesta di giustizia, di un mondo pulito, dell'onesta' che deve comunque trionfare su quelle parti negative che nessuno di noi vorrebbe piu' nella nostra societa'". (segue)