(Adnkronos Salute) - Il giudice del tribunale di Firenze - spiegano Gallo e Baldini - ha confermato quanto rilevato nella stessa sentenza della Grande Camera della Corte europea dei diritti dell'uomo (Edu) del novembre 2011. In quel caso la Corte europea, in merito alla decisione di prima istanza contro l'Austria sul divieto di eterologa, rilevava come il legislatore austriaco non avesse mai aggiornato la materia rispetto alle evoluzioni mediche e tecniche ad essa connesse, cosi' come a suo tempo fu anche suggerito dalla Corte Costituzionale austriaca. Per Gallo e Baldini dagli ultimi pronunciamenti arriva "un messaggio forte e chiaro, il cui punto centrale e' il contrasto tra il divieto di eterologa sancito dalla legge 40 e il fondamentale precetto costituzionale di cui all'art. 3 che in forza del principio di uguaglianza indica che un medesimo problema (sterilita') puo' essere oggetto di trattamento differenziato solo ove sussista oggettiva giustificazione". "A questo punto non ci resta che auspicare che la Corte Costituzionale prosegua nel gia' avviato processo di armonizzazione della legge 40/04 alla Costituzione (nazionale ed europea)", concludono gli avvocati ricordando che nel procedimento di Firenze sono intervenute a sostegno della coppia le associazioni Luca Coscioni, Amica Cicogna, Cerco un bimbo e Liberi di decidere.