(Adnkronos) - Ma c'e' anche un altro aspetto. Quasi la meta' delle nuove istanze (il 46%) chiama in causa Enti locali sprovvisti di Difensore civico. Dopo l'abolizione dei difensori locali da parte dello Stato, infatti, la stragrande maggioranza dei cittadini emiliano-romagnoli risulta priva di tutela specifica nei confronti degli Enti locali, e il Difensore civico regionale svolge una parziale azione di supplenza. In termini strettamente numerici, i procedimenti di difesa civica avviati nell'anno 2012 sono stati 796, rispetto ai 720 del 2011; nel corso del 2012, l'ufficio ha trattato complessivamente 967 istanze (le 796 aperte nell'anno e le 171 avviate in quelli precedenti). Fin dal 2008, circa 3/4 delle istanze avviate vengono chiuse nel corso dello stesso anno. Lugli ha infine fatto cenno ad alcune iniziative assunte dal Difensore nell'arco del 2012 per far conoscere la sua figura o per intervenire, anche d'ufficio, a tutela dei cittadini piu' deboli. In particolare, spicca dunue la difesa dei diritti umani e nel contrasto alle discriminazioni: dalla convivenza interetnica all'avvio di uno sportello di difesa civica per persone con disabilita', dalla seconda edizione del Codice contro le discriminazioni alla collaborazione con la Garante dei detenuti per ripristinare lo sportello di informazione legale presso il Cie di Bologna, fino all'impegno sui diritti di Rom e Sinti, che ha portato ad avviare il percorso per una nuova Legge regionale.