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Scuola: Toscana, cresce l'offerta dei servizi per l'infanzia (3)

domenica 28 aprile 2013

2' di lettura

(Adnkronos) - "Il dato sull'abbandono scolastico e' indicativo - ha commentato la vicepresidente della Regione Targetti - perche' va integrato con i dati su chi ha scelto il percorso della formazione professionale e di chi si e' trasferito in altre regioni. Ma piu' che il valore assoluto cio' che conta e' la tendenza, che purtroppo e' in aumento. E' un segno del crescente disagio sociale e allo stesso tempo ne e' la causa. Chi lascia la scuola infatti non manifesta solo un disagio, ma e' destinato a viverne anche di peggiori in futuro, perche' abbandonando gli studi diventera' poi piu' difficile entrare nel mondo del lavoro e stare nella societa', visto che tra i banchi si sviluppano competenze anche sociali. Anche per questo motivo- ha proseguito - la prima risposta al disagio sociale e' proprio la scuola, perche' e' il luogo privilegiato per aggredirlo". Occorrono pero' investimenti. "Come Regione - ha aggiunto Stella Targetti - stiamo lavorando su vari progetti, ma per cambiare in profondita' le cose occorrerebbe una seria riforma della scuola: sperimentare modelli diversi, cioe' innovare il rapporto tra insegnanti e e studenti, cambiare il sistema di reclutamento e di formazione dei docenti, riformare i contratti di lavoro. E naturalmente metterci le risorse che servono". Si registra un calo di iscrizioni ai nidi. "E' una tendenza in peggioramento - commenta la vicepresidente Targetti - a giudicare dai primi dati sulle iscrizioni per il prossimo anno educativo, ed e' un chiaro e preoccupante effetto della crisi economica. Stiamo attivando un tavolo ad hoc con sindacati, categorie economiche e mondo cooperativo per monitorare la situazione e prendere possibili contromisure". Spiegando infine lo scopo del rapporto, Stella Targetti ha spiegato che "ha l'ambizione di diventare uno strumento da aggiornare di anno in anno, con lo scopo di creare una base di conoscenze che ci aiutino a progettare, insieme ai territori, le azioni future. Non che nel passato ci siano mancati gli strumenti conoscitivi del nostro sistema, basti pensare ad i rapporti Irpet, al lavoro degli uffici scolastici provinciali o alle indagini dell'Istituto degli Innocenti. La nostra intenzione e' pero' dare continuita' ed uniformita' di analisi. L'ambito di analisi ottimale risiede nelle conferenze zonali, perche' vogliamo questo ambito territoriale abbia sempre piu' forza nella programmazione e nella progettazione degli interventi e perche' deve diventare il luogo di condivisione delle scelte. Il rapporto dovra' diventare lo strumento piu' utile possibile ai decisori politici, questo attraverso la costruzione di indicatori di sintesi in grado di 'parlare', di dire di piu' dei singoli indicatori".

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