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Fondi Lega, arrestato l'ex tesoriere Belsito E spunta lo yacht per il figlio di Bossi

domenica 28 aprile 2013

2' di lettura

Genova, 24 apr. - (Adnkronos) - Appropriazione indebita, ricliclaggio, truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche sono i reati attribuiti all'ex tesoriere della Lega Francesco Belsito, arrestato questa mattina a Genova. Con Belsito sono finiti in manette Stefano Bonet, l'uomo degli investimenti in Tanzania coi soldi del Caroccio, il procacciatore d'affari Romolo Girardelli e l'ingegnere genovese Stefano Lombardelli. Nell'ambito dell'indagine sono indagate altre quattro persone. Il provvedimento trae origine dalle indagini compiute sulla gestione di fondi della Lega Nord e l'illecito trasferimento all'estero di 5,7 milioni di euro che Belsito aveva effettuato negli ultimi giorni del 2011. Secondo gli inquirenti, dalle indagini emerge che Belsito era il fulcro di una rete di soggetti stabilmente legati tra loro da un accordo criminoso. La famiglia Bossi spendeva soldi della Lega Nord tramite Belsito, si legge nell'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Milano secondo cui "la gestione della tesoreria del partito è avvenuta nella più completa opacità fin dal 2004". Belsito "ha alimentato la cassa con denaro non contabilizzato e ha effettuato pagamenti e impieghi, anch'essi non contabilizzati o contabilizzati in modo inveritiero". Tra questi impieghi "risaltano nelle conversazioni telefoniche 'i costi della famiglia', intendendosi per tali gli esborsi effettuati per esigenze personali di familiari del leader della Lega Nord. Si tratta di esborsi in contante o con assegni circolari o attraverso contratti simulati. Tal atti di disposizione, non riconducibili agli interessi del partito e contrari ai suoi vincoli statutari, hanno carattere appropriativo". E con l'appropriazione indebita dei fondi del Carroccio sarebbe stato comprato anche uno yacht del valore di 2,5 milioni per Riccardo Bossi, figlio del Senatùr. L'acquisto sarebbe avvenuto, secondo l'ordinanza del gip, attraverso un prestanome. Secondo gli inquirenti, Belsito, che è stato tesoriere della Lega Nord, sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, vicepresidente del cda di Fincantieri, era in grado di influenzare le decisioni di istituzioni e di grandi imprese pubbliche e private come Siram spa, Fincantieri e GNV spa. Il ruolo di Bonet era quello di imprenditore capo di una rete societaria (Polare, Marco Polo Technology, Fintecno e altre) predisposta per la emissione di false fatture. Il compito di Girardelli e Lombardelli erano quello di agevolare e procurare la conclusione degli affari. "Raramente - osserva il gip nell'ordinanza di custodia cautelare - è dato ravvisare in modo così evidente le connotazioni di un'associazione a delinquere. Alla base vi è un esplicito accordo di società (ancorché ovviamente non formalizzato) finalizzato alla divisione di proventi illeciti". L'esponente della Lega Nord Matteo Salvini , commentando l'arresto di Belsito, ha dichiarato: "Per fortuna è soltanto una pagina, una brutta pagina, di un passato che non ritornerà".

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